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Tutto tace

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Sulla frontalieri-tax il governo continua a ignorare le sollecitazioni del sindacato. Aperture invece sul fronte imprenditoriale.

San Marino, 30 marzo 2005

Un silenzio fin troppo fiscale. E’ dal mese di febbraio che la CSU ha scritto al governo sul nodo della doppia tassa dei frontalieri, ma non è ancora arrivata nessuna risposta. Intanto dall’Osla aperture sul tempo indeterminato.

La lettera dei segretari Ghiotti (Csdl) e Beccari (Cdls) era partita a fine febbraio, dopo il vertice alla Farnesina tra i titolari della politica estera di San Marino e Italia. La missiva chiedeva un incontro “allo scopo di conoscere lo stato della trattativa in corso tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica Italiana, in merito alle problematiche inerenti la disciplina del lavoro frontaliero”.
Da allora solo silenzio.

Il copione non è cambiato neppure dopo la trasferta del 7 marzo della delegazione CSU e del comitato frontalieri a Roma, presso il Ministero delle Finanze.
Un vertice con lo staff tecnico del vice ministro dell’economia Mario Baldassarri, dove il governo italiano ha espresso la disponibilità di trattare la problematica dei frontalieri con il governo sammarinese all’interno dell’accordo di cooperazione economica tra San Marino e Italia.

In sostanza, la disponibilità a far uscire la fiscalità dei lavoratori italiani occupati in Repubblica dal trattamento iniquo dell’attuale legge Finanziaria

“Sappiamo – spiega il segretario industria della Cdls, Giorgio Felici – che c’è stato nei giorni scorsi un incontro tecnico fra le delegazioni dei due Stati e che è in programma anche un faccia a faccia politico, ma tutto tace. Eppure è da febbraio che attendiamo un cenno di risposta dal Congresso di Stato. Attendiamo di conoscere lo stato della trattativa, anche alla luce della disponibilità del governo italiano a risolvere la problematica fiscale senza dover attendere i tempi lunghi della ratifica della convenzione del 2002 tra San Marino e Italia contro le doppie imposizioni”.

Sul fronte imprenditoriale, ci sono invece da registrare importanti aperture da parte dell’Osla. Spiega Giorgio Felici: “Al tavolo del rinnovo contrattuale del settore industria, l’organizzazione dei lavoratori autonomi si è detta pronta a discutere di contratti a tempo indeterminato per i lavoratori frontalieri. Le modalità sono tutte da approfondire, ma la disponibilità a superare il precariato a vita per i lavoratori che abitano oltre confine è concreta”.

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