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Industriali delusi

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L’Anis boccia le riforme del lavoro e delle pensioni. Felici (CDLS): “Si tratta di due conquiste sindacali”.

San Marino, 1 dicembre 2005

“E’ in qualche modo illuminante la bocciatura delle riforme del lavoro e delle pensioni da parte dell’Anis”, afferma il segretario della Federazione Industria CDLS, Giorgio Felici.

Bocciatura arrivata mercoledì 30 novembre dal presidente dell’Assoindustria, Simona Michelotti, durante i lavori dall’assemblea generale.
Secondo il segretario FLIA-CDLS “il giudizio così fortemente negativo degli industriali aiuta a chiarire il quadro su due riforme fondamentali per il mondo del lavoro, chiarimento prima di tutto sul ruolo che ha svolto il sindacato nel processo di cambiamento di questi ultimi anni”.

Spiega Felici: “Sono sempre stato convinto che la riforma del mercato del lavoro rappresenti un passo in avanti, una conquista per i lavoratori soprattutto sul fronte delle norme anti-precarietà. L’ho affermato di fronte a qualche delusione affiorata all’interno del sindacato, a maggior ragione lo ribadisco oggi in seguito alla secca bocciatura dell’Anis, che non ha mai nascosto la pretesa di avere completamente le mani libere in fatto di assunzioni e licenziamenti”.

Spostando il ragionamento sul versante previdenziale, il segretario della Federindustria sottolinea che “i costi sociali” della riforma pensionistica non sono stati scaricati in prima battuta sui lavoratori: “Nella legge si è raggiunto, pur faticosamente, un punto di equilibrio sia per gli aumenti contributivi sia nel risultato finale del salario-pensione”.
“Si tratta di elementi di equità e gradualità – conclude Giorgio Felici – che forse hanno deluso l’assemblea degli industriali, ma che invece devono impegnare il movimento sindacale nel completamento del processo di riforma per garantire una pensione dignitosa anche alle future generazioni”.

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