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Dov’è finito il piano-mense? La Finanziaria deve destinare risorse per due nuovi punti di ristorazione.

San Marino, 3 novembre 2005

La Finanziaria 2006 deve destinare risorse per l’apertura di due nuovi punti di ristorazione collettiva. La Confederazione Democratica torna alla carica sul problema del piano-mense.

Nel documento dedicato alla Finanziaria la CDLS sottolinea come “non più rinviabile” la realizzazione di due nuove mense nella zona di Rovereta e di Tavolucci.

“Con l’apertura del centro direzionale di Tavolucci, – spiega infatti il segretario CDLS, Marco Beccari – che ospita la sede del Tribunale e gli uffici del Tributario, la mensa di Cailungo sta letteralmente scoppiando, mentre quelle di Serravalle e Falciano sono congestionate da tempo. Per questo abbiamo fatto più volte presente al governo che è urgente rispondere a questi problemi con l’apertura di due nuovi punti di ristoro: uno in zona baricentrica nella periferia del Castello di Borgo Maggiore e l’altro nella zona di Rovereta”.

Del resto basta scorrere le cifre relative all’anno scorso per rendersi conto quanto sia urgente il potenziamento del servizio mensa. Durante il 2004 il monte pasti ha toccato quota 765 mila, per una spesa complessiva del Fondo Servizi Sociali pari a 1.620.547 euro.
Con 487.600 pasti, sono i lavoratori del settore industria i più assidui frequentatori delle 6 mense sammarinesi.

“Nella legge finanziaria – scrive la CDLS – dovrà essere affrontato questo argomento, prevedendo un apposito fondo da destinarsi per tale obiettivo, coinvolgendo anche il Fondo Servizi Sociali e fissando le date vincolanti per l’avvio degli appalti. E’ necessario che questo avvenga rispettando criteri di trasparenza ed economicità. Riteniamo inoltre che sia indispensabile prevenire posizioni dominanti o regimi di monopolio nel campo della ristorazione collettiva”.

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