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Contratto collettivo bancari: realtà e fantasia

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La FULCAS-CSU replica alle dichiarazioni dell’ANIS pubblicate sull’ultimo numero del settimanale Fixing

San Marino, 19 Gennaio 2004

Dura replica della Federazione Servizi CSU in seguito all’analisi targata Anis sulla recente trattativa per il rinnovo del contratto banche. Analisi pubblicata sull’ultimo numero del settimanale Fixing.

Di seguito testo integrale della replica sindacale.
Il contratto collettivo dei dipendenti bancari che è stato sottoscritto il 30 Dicembre scorso è sicuramente una importante conquista per tutti i lavoratori di questo settore ed è stata la conferma che il sindacato ha saputo gestire in maniera positiva e costruttiva le innumerevoli mancanze ed inefficienze dimostrate nel corso della trattativa sia dall’ANIS che dall’ABS.

Quando poi si legge sui comunicati stampa ANIS e sul “loro” foglio periodico Fixing (per voce del Segretario Generale – Carlo Giorgi) che “la trattativa è durata tre anni…”, che “il sindacato ha indotto (!!!) un istituto bancario a siglare un pre-accordo che ha messo a repentaglio la trattativa…” e che il citato pre-accordo “è stato inutile” ma non solo, che “la parte normativa voluta dal sindacato non è stata recepita nel testo definitivo del contratto….”, viene spontaneo da chiedersi se i vertici dell’ANIS (e dell’ABS) hanno partecipato coscientemente agli incontri e letto attentamente ciò che hanno sottoscritto assieme al Sindacato.

Guarda caso nel comunicato stampa non viene assolutamente citato il meccanismo di recupero dell’inflazione per gli anni 2004-2005-2006 che il Sindacato ha fortemente voluto e che è stato sottoscritto da tutte le Banche con una apposita dichiarazione; tutte le richieste normative avanzate dal Sindacato sono state previste nel pre-accordo ed incluse nella stesura definitiva (già in corso di deposito presso il Tribunale) adattandole allo spirito del contratto “unico” (che è stato sin dall’inizio fortemente voluto dalle OO.SS., anche se adesso la paternità viene reclamata da altri…)

Il pre-accordo con la Banca di San Marino, (Istituto che ha dimostrato grande sensibilità, volontà di dialogare su basi concrete e, non ultimo, rispetto verso il Paese ed i propri dipendenti) è stato determinante per chiudere il successivo accordo collettivo; senza questo pre-accordo l’ANIS (come già fatto per il contratto dell’industria) e l’ABS (o almeno della parte più intransigente di essa) avrebbero trascinato a tempo indeterminato la trattativa, esasperando i lavoratori ed ignorando i danni provocati al Paese.

Il rinnovo contrattuale dei dipendenti bancari è stata la chiara e palese dimostrazione che la maniera di condurre le trattative dell’ANIS è anacronistica e dannosa, un modo furbesco e raffazzonato di cercare di gestire le controparti che è da archiviare; i rapporti tra datori di lavoro e parti sociali devono essere improntate al rispetto ed alla chiarezza, deve prevalere sempre più la volontà costruttiva e propositiva.

Pubblicare notizie non corrette sulla trattativa appena conclusa ed omettere aspetti importanti del contratto recentemente sottoscritto è un insulto all’intelligenza di chi legge tali comunicati o notizie, un affronto alla serietà dei lavoratori e del Sindacato, una mancanza di rispetto verso tutti i cittadini (lavoratori e datori di lavoro) che hanno l’intelligenza di capire e riflettere dove sta la verità.

C’è sempre più necessità di un rinnovamento, nei modi, nei metodi, nello spirito costruttivo, nella volontà di dialogo e, soprattutto, in chi rappresenta la controparte del Sindacato.

 
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