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Titanedi, i dipendenti incrociano le braccia

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La FLI- CSU denuncia la presenza di personale non in regola nell’azienda di Dogana. I lavoratori scendono in sciopero martedì 20 gennaio

San Marino, 19 gennaio 2004

Telegramma della FLI-CSU all’ispettorato del lavoro e sciopero di un’ora nella mattinata di martedì 20 gennaio. Non c’è pace per gli oltre 70 dipendenti dell’azienda di Dogana.

E’ un allarme in piena regola quello lanciato in un telegramma lunedì 19 gennaio dal sindacato:“Si richiede intervento urgente dell’ispettorato del lavoro in quanto presenti in Titanedi lavoratori esterni non in regola”.
Il telegramma quindi si chiude con la richiesta di applicare anche la legge sull’ordine pubblico. Ossia allontanare i lavoratori abusivi dall’azienda di Dogana. Telegrammi sono stati spediti anche ai Segretari di Stato al Lavoro e all’Industria.

E’ l’ultimo sviluppo della telenovela-Titaendi, che da mesi tiene in graticola gli oltre 70 dipendenti della società che commercializza materiali per ufficio.
Nei giorni scorsi la Office Depot, multinazionale proprietaria dell’azienda sammarinese, aveva comunicato telefonicamente l’arrivo di personale dalle sedi di Milano. Notizia che ha allarmato i dipendenti, che in questo modo intravedono il rischio di essere estromessi.

Di fronte alla scelta della Office Depot di inserire comunque nell’azienda di Dogana lavoratori esterni, la Federazione Industria ha deciso di chiamare in causa gli 007 dell’Ispettorato e di far applicare leggi e regolamenti contro l’abusivismo nei luoghi di lavoro.

 
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