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Bocciata la diminuzione delle zone postali

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Riunione presso la sede della CSU dei rappresentati sindacali delle poste sulla riorganizzazione del settore.

San Marino, 21 febbraio 2004

Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 20 febbraio la riunione tra le Federazioni del Pubblico impiego e i rappresentanti sindacali dei 10 uffici postali. Al vaglio il piano di riorganizzazione del settore.

Dai lavoratori è arrivato un fermo altolà alla riduzione del numero delle zone postali: riduzione proposta nei giorni scorsi dal governo e già bocciata dalle Federazioni sindacali.

Spiega Stefano Zonzini, dirigente CDLS: “Anche i dipendenti hanno contestato con fermezza l’indicazione di ridurre a 35 il numero delle zone postali, confermando invece che l’assetto ottimale deve prevedere almeno 37 zone, così come è organizzato oggi il settore. Il motivo è semplice: l’eventuale diminuzione delle zone provocherebbe un inevitabile allargamento delle aree postali e quindi un allungamento dei tempi di consegna della corrispondenza”.

Le Federazioni del Pubblico impiego hanno poi informato i rappresentanti sindacali dell’impegno del governo di continuare la informatizzazione degli uffici, con l’obiettivo di aggiornare il 50% del servizi postali con una rete telematica collegata a quella delle poste italiane.
Perplessità sono infine emerse sulle proposte sperimentali, sempre avanzate dall’esecutivo, di chiusura pomeridiana dell’ufficio di Domagnano e di riduzione (da tre a due) degli sportelli dell’ufficio di Città.

Le Federazioni del Pubblico Impiego e i dipendenti delle poste hanno anche preso atto dell’invio di nuovo personale, ma contemporaneamente hanno fatto presente che senza una radiografia reale dei carichi di lavoro si rischia di rincorrere continuamente le emergenze.

 
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