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Dieci anni di stipendio

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Un’abitazione di 70 metri quadatri costa dieci anni di stipendio. La CDLS chiede nuove forme di finanziamento per l’acquisto della prima casa.

San Marino, 30 ottobre 2005

Dieci anni di stipendio per comprare un appartamento di 70 metri quadri. Solo il terreno costa 2 milioni e mezzo delle vecchie lire al metro quadro.

Vale a dire che con 1 miliardo 250 milioni si compra solo un lotto da 500 metri e che la casa, dopo aver speso una cifra così esorbitante, è ancora tutta da costruire.

E’ evidente che contro il caro mattone il mutuo prima casa non basta più. La CDLS chiede al governo interventi concreti per aiutare giovani coppie, famiglie monoreddito, anziani e coniugi separati nell’acquisto della prima casa.

Nel documento sulla Finanziaria 2006, la Confederazione Democratica ha ricordato al governo che l’incremento dell’importo del “mutuo prima casa” (passato da 18 a 24 milioni di euro) non rappresenta più una risposta sufficiente per far fronte al continuo rincaro del valore degli immobili abitativi.

“E’ prioritario rilanciare – si legge nel documento – interventi mirati all’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie e di tutti coloro che necessitano di un concreto aiuto a fronte di particolari difficoltà: famiglie con difficoltà economiche, anziani e famiglie monoreddito, coniugi separati con prole, single”.

Primo intervento: più risorse nel fondo Edilizia Sovvenzionata.
“Siamo fermamente convinti che sia utile provvedere ad un incremento del Fondo per l’Edilizia Sovvenzionata, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente gli attuali interminabili tempi di attesa per l’erogazione delle somme richieste. Abbiamo rilevato tempi di attesa di oltre due anni per le richieste del comparto cosiddetto “single” (tra i quali vengono ora compresi i coniugi separati con prole e vedove/i). Contestualmente al citato incremento degli stanziamenti, dovranno essere attuati interventi per privilegiare e velocizzare maggiormente l’iter di erogazione relativamente a coniugi separati con figli a carico, vedove/i o coppie di fatto con figli, equiparandoli a tal fine alle coppie regolarmente sposate”.

In concreto, la CDLS chiede che in fase di sottoscrizione delle convenzioni per il mutuo con le banche venga fissato anche il tasso e le spese applicate all’operazione di pre-finaziamento, ovvero l’anticipo che viene concesso prima dell’erogazione del mutuo. Attualmente non esiste un livello di tasso pre-fissato il che permette alle banche di applicare in modo discrezionale il tasso di interesse.

Secondo intervento: apertura di un mutuo ipotecario
“Considerando – continua il documento della CDLS – che i valori di acquisto degli immobili abitativi hanno ormai raggiunto livelli tali da non poter essere più solamente finanziati con il “mutuo prima casa”, ma sempre più spesso a quest’ultimo si deve aggiungere un mutuo ipotecario per finanziare parte della somma complessiva, riteniamo sia indispensabile, sempre limitatamente all’acquisto della “prima casa”, creare condizioni agevolate affinché si possa attingere a questa ulteriore forma di credito”.

Nello specifico, la CDLS richiede, limitatamente all’acquisto della prima casa, che siano agevolate e trasformate in cifra fissa le onerose imposte di registro attualmente applicate in percentuale al momento dell’iscrizione ipotecaria. Di conseguenza va trasformata in cifra fissa anche l’imposta applicata in fase di estinzione dell’ipoteca.

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