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Referendum giugno 2025: il prossimo 10 aprile scade il termine per l’opzione di voto in Italia

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“I prossimi 8 e 9 giugno i cittadini italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari. I
primi 4 propongono cambiamenti nei rapporti di lavoro, mentre l’ultimo quesito, ovvero il n. 5
distinto dagli altri, ma altrettanto centrale nel dibattito pubblico, propone invece una modifica
della normativa sulla cittadinanza italiana”, spiega il Presidente del Comites San Marino,
Alessandro Amadei.
Il primo referendum riguarda il “Jobs Act”. Nelle imprese con più di 15 dipendenti, infatti, i
lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015, se licenziati ingiustamente (a stabilirlo ovviamente è
un giudice), non possono riottenere il posto di lavoro. L’obiettivo dei promotori del referendum è
quello di abrogare tale divieto di reintegro.
Il secondo riguarda invece le imprese con meno di 16 dipendenti. Attualmente, sempre in caso di
licenziamento illegittimo, un lavoratore può essere risarcito per un massimo di 6 mensilità. I
promotori del referendum chiedono, invece, che non esista un tetto ma che a stabilirlo di volta in
volta sia un giudice.
Il quesito del referendum n. 3 si concentra sui contratti a tempo determinato, istituto di lavoro
flessibile che coinvolge circa 2 milioni e 300 mila persone in Italia. La normativa attuale consente
di avviare un rapporto di lavoro a termine per un periodo fino a 12 mesi, senza dover fornire
alcuna motivazione. L’intento della proposta referendaria è quello di reintrodurre l’obbligo di
specificare la causale che giustifichi il lavoro temporaneo per questo tipo di contratti, così da
incentivare la stabilizzazione del lavoro e arginare la crescente precarietà. Con il quarto
referendum si vuole estendere, nel caso degli appalti, la responsabilità degli infortuni sul lavoro
anche all’impresa appaltante che ora è a carico solo degli appaltatori. Il quinto, l’unico che non
tratta di temi legati al mondo del lavoro, prevede un dimezzamento dei tempi per ottenere la
cittadinanza italiana, da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la
domanda di cittadinanza italiana.
Il Presidente del Comites San Marino Alessandro Amadei ricorda che, in base alla Legge 27
dicembre 2001, n. 459, i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono
votare per posta, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza.

In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in
Italia presso il proprio comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta
(opzione) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni, ovvero entro e
non oltre il giorno 10 aprile 2025. Tale comunicazione può essere scritta su carta semplice e per
essere valida deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma
dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante.
Per tale comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo scaricabile dal sito web del
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it) o da quello del
proprio Ufficio Consolare di riferimento.
Il modulo debitamente compilato, firmato e accompagnato da un documento d’identità, può
essere consegnato a mano dai cittadini italiani residenti a San Marino presso gli Uffici
dell’Ambasciata d’Italia a San Marino, dal lunedì al venerdì, dalle ore 09:30 alle ore 13:00, oppure
inviato per posta all’Ambasciata d’Italia a San Marino in Viale Antonio Onofri 117, 47890 San
Marino (RSM), oppure per posta elettronica ordinaria all’indirizzo ambasciata.sanmarino@esteri.it,
o per posta elettronica certificata all’indirizzo amb.sanmarino@cert.esteri.it .
Come prescritto dalla normativa vigente, sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di
opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio Consolare. “Le
richieste pervenute oltre il termine del 10 aprile 2025 non potranno essere ritenute valide”,
conclude il Presidente del Comites San Marino Alessandro Amadei.

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