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Stop alle auto benzina e diesel dal 2035

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Dal 2035 non si potranno più vendere auto e furgoni con motori a benzina o diesel, in Europa. Il Parlamento europeo ha dato oggi il via libera definitivo alla misura, che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e fa parte del pacchetto di misure ‘green’ chiamato Fit for 55. I voti sono stati 340 a favore, 279 contrari e 21 astenuti.

La nuova norma stabilisce il percorso che si dovrà seguire per azzerare le emissioni di CO2 delle nuove auto e i nuovi furgoni. È previsto anche un obiettivo intermedio: entro  il 2030 le emissioni complessive dovranno essere ridotte del 55% per quel che riguarda le auto e de 50% per i furgoni, rispetto ai livelli del 2021. Entro il 2025, sarà compito della Commissione europea presentare un metodo per valutare e comunicare i dati sulle emissioni di CO2 da misurare. Entro il dicembre 2026, poi, sarà monitorata la differenza tra i valori-limite e i dati reali di consumo di carburante.

La legge era in lavorazione da tempo, ma l’accordo nella sua forma attuale è stato definito lo scorso ottobre. Il governo italiano di Giorgia Meloni si è detto più volte contrario alla misura, specialmente con il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini, che in diverse occasioni ha affermato che la misura sarebbe stata “un regalo alla Cina”. Eliminare le auto con motore a combustione entro 12 anni, per Salvini, sarà un “suicidio economico e sociale” che porterà a “distruggere lavoro e industrie europee e italiane per regalarle alla Cina”. In campagna elettorale Salvini aveva anche promesso un referendum per bloccare la norma, che poi è sparito.

La normativa europea approvata oggi prevede, come detto, che dal 2035 sarà vietato vendere nuove auto e nuovi furgoni che abbiano un motore a diesel o a benzina. Questo divieto, comunque, riguarderà solamente i veicoli nuovi: non ci sarà il divieto di vendere un’auto usata, ad esempio. In più, la norma non ha a che fare in nessun modo con un divieto di circolazione: il testo non fa riferimento a nessun limite per la circolazione delle auto a benzina o a diesel, e chiunque possieda questo tipo di macchina o furgone potrà continuare a usarla.

L’unico divieto, dunque, riguarderà la produzione di veicoli nuovi. Per questo, a doversi adeguare alla legge saranno soprattutto le grandi aziende automobilistiche, così come le aziende manifatturiere che forniscono loro le parti per costruire auto. Entro 12 anni dovranno aver cambiato in modo radicale il loro modo di produrre, abbandonando tutto ciò che riguarda le auto a benzina e diesel per rivolgersi, invece, alla produzione di auto alimentate in modo diverso e meno inquinante, dall’idrogeno all’elettrico.

La soddisfazione del Parlamento: “Un voto storico, così vince il pianeta” Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermas, è intervenuto nel corso del dibattito parlamentare sulla misura, prima del voto: “Dobbiamo guardare ai nostri concorrenti su scala mondiale”, ha detto. “La Cina porterà 88 modelli di veicoli elettrici in Ue, sono veicoli validi a prezzi ragionevoli ma noi dobbiamo competere su questo, non lasciando questo tipo di industria a chi viene da fuori”.

Tra qualche anno, ha aggiunto, “sarà meno costoso comprare un veicolo elettrico che uno tradizionale a motore a combustione”. Anche la manodopera deve essere “formata e riqualificata così da mantenere posti di lavoro nelle industrie di auto del futuro. La rivoluzione industriale è in corso, ci piaccia o meno, possiamo farlo all’avanguardia o lasciarlo alle altre industrie del mondo”.

Il voto di oggi, per la presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo Karima Delli, è “un voto storico per la transizione ecologica. Con la fine della vendita di auto nuove con motore a scoppio nel 2035, nel 2050 non avremo più, o quasi, auto a benzina o diesel sulle nostre strade”. È una vittoria “per il nostro pianeta e per le nostre popolazioni”.

“Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno provato a respingere lo storico accordo europeo sul taglio delle emissioni inquinanti di automobili e furgoni e sono stati sconfitti”, ha commentato Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 stelle. “I sovranisti sono minoranza in Europa, mentre il PPE si è spaccato con ben 26 europarlamentari che hanno votato a favore del provvedimento. Con questo accordo acceleriamo la transizione sostenibile anche nel settore dei trasporti che è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa e ci prepariamo alla neutralità climatica che deve essere raggiunta entro il 2050″.

Fanpage 15 febbraio 2023

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