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L’Associazione Fibromialgia consegna una lettera ai Consiglieri: “Chi rispetta la legge viene lasciato indietro”

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Un lungo comunicato perché ne venga data lettura in comma Comunicazioni. Con questo intento l’Associazione la Fibromialgia a San Marino ha consegnato, all’arrivo su Piazza della Libertà, le sue richieste ai Consiglieri della Repubblica, in apertura di sessione.

All’attenzione del Consiglio vuole mettere la categoria dei malati di fibromialgia: “spesso – scrive – rimbalzati da una Segreteria all’altra, senza che nessuno dia risposte o si prenda responsabilità”.

Negli incontri con la Direzione Iss è emerso che nell’aspetto medico e clinico c’è una evidente carenza legislativa che permetta un idoneo riconoscimento farmacologico.

Il problema nasce dal fatto che chi soffre di questa patologia, assume farmaci con effetti collaterali importanti, come il rischio alla guida o al lavoro. Ma su questi rischi non c’è chiarezza e informazione da parte di chi li prescrive. Chi deve proteggere, tace. Proprio il fronte lavorativo è quello che viene messo sotto la lente dall’iniziativa dell’Associazione: l’utilizzo di determinati farmaci, infatti, tiene lontano dal lavoro alcune categorie di malati, mentre ad altri viene consentita una quotidianità senza la dovuta informazione sulle conseguenze.

Per questo nella lettera si domanda se sia più pericoloso stare a casa e rischiare il posto di lavoro rispettando la legge o vivere la vita quotidiana senza sapere i rischi cui andiamo incontro. Il nodo è il vuoto normativo, con le associazioni sindacali e datoriali che demandano la responsabilità alla politica.

“San Marino celebra i 51 anni della Carta dei Diritti, diritti – si legge nella nota – che sembrano ormai carta straccia”.

“Vogliamo risposte – concludono – responsabilità e soprattutto fatti”.

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