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Giornata Mondiale contro il Cancro: CDLS, “L’importanza della prevenzione e di una sanità pubblica e universale”

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Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, un’iniziativa globale promossa dall’Unione mondiale contro il cancro e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il tema internazionale scelto è “United by Unique” – “Unici insieme” una campagna triennale (2025-2027) che pone le persone al centro delle cure oncologiche, riconoscendo che ogni esperienza con il cancro è unica e che i sistemi sanitari devono essere centrati sui bisogni individuali e delle comunità.

In occasione di tale ricorrenza la Segreteria di Stato per la Sanità e l’Istituto per la Sicurezza Sociale rinnovano l’impegno nel contrasto alle neoplasie attraverso un approccio integrato che abbraccia la prevenzione, la diagnosi precoce e i trattamenti innovativi, con una crescente attenzione ai risultati clinici misurabili e alla qualità della vita dei pazienti.

La Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi ricorda l’importanza della prevenzione nella tutela della salute e l’importanza di una sanità pubblica e universale.

In questo contesto si inserisce il rinnovo della convenzione tra l’Istituto per la Sicurezza Sociale e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) di Modena in ambito oncologico, rinnovata fino al 31 gennaio 2028, fortemente voluto dalla Segreteria di Stato per la Sanità e presentata oggi in conferenza stampa.

Nel 2025, questo progetto ha già generato 270 visite oncologiche di secondo livello con i consulenti dell’AOU di Modena, garantendo ai pazienti sammarinesi accesso a competenze ultraspecialistiche, second opinion qualificate e percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari.

Per quanto riguarda i dati sammarinesi, il cancro rimane una sfida significativa per il sistema sanitario del Titano. Nel 2025 sono stati registrati 78 decessi dovuti a tumori, rispetto agli 80 dell’anno precedente. Sebbene il numero sia lievemente diminuito, la patologia oncologica continua a rappresentare una delle principali cause di mortalità nella Repubblica. I tumori dell’apparato digerente e quelli dell’apparato respiratorio rimangono le localizzazioni più frequenti e letali.

L’attività clinica della UOC Onco-Ematologia nel 2025 conferma il crescente impegno dell’Istituto nel gestire la complessità delle patologie tumorali ed ematologiche. Le prime visite oncologiche hanno raggiunto 207 casi, un incremento sostanziale rispetto ai 163 del 2024 e 281 le prime visite oncoematologiche, evidenziando una maggiore capacità diagnostica e una migliore consapevolezza della popolazione nel ricorrere a percorsi specialistici tempestivi. I controlli oncologici hanno toccato quota 2.335, in aumento rispetto ai 2.215 dell’anno precedente, e 959 le visite di controllo ematologico, segnale di un follow-up attento e strutturato. Cresce anche l’impegno sui tumori eredo-familiari, con 213 prime visite e 207 controlli dedicati, permettendo di identificare e seguire con precisione i pazienti a rischio genetico.

Nel 2025, l’attività ambulatoriale complessiva ha raggiunto 6.787 prestazioni, consolidando il trend positivo registrato nel triennio precedente. Le visite domiciliari di cure palliative sono aumentate da 116 a 129, mentre in Day Hospital oncologico sono stati effettuati 249 ricoveri con un totale di 3.004 accessi, rispetto ai 2.923 del 2024.

In totale sono stati 331 i pazienti trattati l’anno scorso con chemioterapie o immunoterapie, efficaci e sempre più innovative.

Tra le patologie tumorali trattate nell’ultimo anno, il tumore della mammella rimane il più frequente con 53 pazienti trattati, seguito dal carcinoma della prostata con 31 pazienti, dai linfomi con 30 casi e dal mieloma multiplo con 28 casi. Il tumore del pancreas continua a rappresentare una sfida clinica significativa, con 14 pazienti trattati, mentre il carcinoma polmonare, in aumento rispetto agli anni precedenti, ha riguardato 23 pazienti.

Sempre nel corso del 2025 sono state allestite dall’unità Farmaci Antiblastici quasi 5000 terapie oncoematologiche specialistiche, in aumento di oltre l’11% rispetto al 2024.

Nell’ambito della chirurgia addominale, nel 2025 si è registrato un incremento significativo dell’attività, con 44 interventi per patologie neoplastiche maligne, rispetto ai 33 del 2024. Gli interventi, eseguiti con tecniche convenzionali, laparoscopiche e robotiche, hanno riguardato principalmente neoplasie del colon-retto, resezioni epatiche, pancreasectomie e patologie gastriche, confermando la capacità dell’Istituto di gestire casistiche complesse con approcci mini-invasivi e tecnologicamente avanzati.

Sono stati inoltre 67 gli interventi di chirurgia oncologica in ambito senologico (46 carcinomi e 21 tumori benigni). Di questi, in oltre il 60% dei casi sono stati eseguiti interventi conservativi. Altro dato rilevante dell’attività svolta nel 2025, la ricostruzione immediata nel ricovero indice, che ha riguardato quasi l’80% delle mastectomie eseguite, garantendo quindi alle pazienti un percorso di cura completo e attento anche alla dimensione estetica e psicologica. Risultato significativo è l’assenza di nuovi interventi di resezione entro 120 giorni dall’intervento conservativo, testimoniando l’elevata precisione chirurgica e l’appropriatezza dei trattamenti.

In ambito dermatologico, l’anno scorso, sono stati diagnosticati 37 nuovi casi di melanomi, con una prevalenza significativa di forme in situ e di melanomi sottili (inferiori a 1 millimetro) – 21 nelle donne e 16 negli uomini, con un’età media di 48 anni. Questo risultato rappresenta un successo del modello di sorveglianza attiva e della diagnosi precoce, poiché la maggior parte dei casi è stata identificata in fasi iniziali, quando gli interventi terapeutici sono meno invasivi e più efficaci, con prognosi significativamente migliore.

A partire dal 1° settembre, è stata avviata la campagna “Screening 45 – gioca d’anticipo” con cui la Repubblica di San Marino è divenuta il primo Paese europeo ad estendere a livello nazionale il programma di screening del cancro del colon-retto anche alla popolazione di età compresa tra i 45 e i 49 anni, anticipando rispetto agli standard tradizionali che da decenni faceva coincidere l’avvio dello screening a 50 anni. Una decisione presa per rispondere al preoccupante aumento dell’incidenza del carcinoma colorettale in particolare nelle nazioni ad alto reddito. Lo screening è svolto su due livelli: attraverso il test di ricerca del sangue occulto nelle feci (test semplice, non invasivo e gratuito), seguito, in caso di positività, dalla colonscopia di secondo livello.

L’esperienza pregressa di San Marino testimonia l’efficacia di questo modello, con tassi di adesione superiori al 60% per il primo livello e oltre l’80% per le colonscopie, ben al di sopra degli standard europei.

Parallelamente, proseguono gli screening per il cervicocarcinoma, con chiamata attiva della popolazione femminile tra i 25 e i 65 anni, registrando adesioni superiori all’80%.

La vaccinazione contro l’HPV, offerta gratuitamente dal 2008 per le femmine da 9 a 26 anni e per i maschi, continua a rappresentare un intervento preventivo fondamentale nella riduzione sia del carcinoma cervicale che dei condilomi.

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