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Commissione Riforme Istituzionali: stralciata la materia della cittadinanza, arriva il difensore civico

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Nella seduta pomeridiana di mercoledì 4 giugno, la Commissione Consiliare Speciale per le Riforme Istituzionali ha approvato all’unanimità gli ultimi due articoli del programma di lavoro: quello riguardante il Collegio Garante della Costituzionalità delle norme e quello relativo agli Altri settori di competenza della Commissione. Il dibattito, molto articolato, ha visto innanzitutto i commissari confrontarsi su accesso, composizione e funzioni del Collegio Garante e sulla necessità di una riflessione più ampia sull’architettura istituzionale sammarinese. Gian Nicola Berti (Ar) ha sollevato il problema del filtro dei magistrati sulle questioni di legittimità: “Il Collegio Garante deve essere messo a conoscenza di tutte le questioni sollevate in ogni contesto e avere la possibilità di avocare a sé la decisione”. Ha inoltre criticato l’assenza di membri residenti a San Marino nel Collegio: “Oggi non c’è neanche un residente. Sembra quasi un protettorato”. Enrico Carattoni (Rf) ha chiesto l’ampliamento dell’accesso anche a minoranze consiliari e cittadini: “Il quorum attuale di 20 consiglieri è irraggiungibile per le opposizioni. L’accesso diretto del cittadino, sul modello dell’amparo spagnolo, sarebbe una svolta”. Il tema delle funzioni del Collegio è stato al centro dell’intervento del presidente Nicola Renzi (Rf), che ha criticato l’affidamento dei procedimenti disciplinari: “Il Collegio Garante dovrebbe occuparsi della legittimità costituzionale, non diventare un tribunale disciplinare parallelo”.

Nel secondo articolo approvato, “Altri settori di competenza”, la Commissione si è assegnata la facoltà di intervenire, con eventuali proposte normative, su un’ampia gamma di ambiti, tra cui: il Consiglio Giudiziario, la Commissione Affari di Giustizia, gli organi di vigilanza e garanzia (incluso il controllo preventivo di legittimità), la democrazia diretta, l’istituzione dell’ombudsman o difensore civico, le competenze amministrative, il cerimoniale dello Stato e – punto dibattuto – la legge elettorale. Manuel Ciavatta (Pdcs) ha sottolineato: “Il testo deve essere generico per lasciare libertà d’azione futura. Parliamo di modifica normativa in senso ampio”. Più critico Matteo Zeppa (Rete), contrario all’inclusione della legge elettorale e della cittadinanza: “Non sono temi da riforma istituzionale. La Commissione ha compiti alti, non possiamo occuparci di tutto”. Alla fine si è trovata una sintesi approvata all’unanimità. Allo stesso modo è stato approvato l’intero programma di lavoro della Commissione, i cui precedenti articoli sono stati vagliati nelle sedute precedenti.

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