L’associazione Attiva-Mente denuncia il mancato riconoscimento del diritto alla Vita Indipendente (previsto dalla Convenzione ONU) a San Marino, dopo la bocciatura dell’Istanza d’Arengo.
In una nota, l’associazione ribadisce l’importanza di introdurre l’assistenza personale autogestita per sostenere il mercato del lavoro e per proteggere le relazioni familiari, liberandole dall’obbligo dell’assistenza forzata. “L’autodeterminazione non è un favore, ma un diritto umano che va garantito subito”, afferma Attiva-Mente.
Sul Titano continua a prevalere il modello medico della disabilità, e quindi resiste un sistema di assistenza basato sulla dipendenza familiare che ostacola la libertà delle persone con disabilità e chi li assiste. È necessario adoperarsi di supporti pubblici, servizi personalizzati e la possibilità di scegliere come vivere.
Attenzione anche ai caregiver familiari e al loro pieno riconoscimento, fondamentale per garantire loro dignità e benessere, e per sostenere il diritto alla Vita Indipendente dei disabili.
“Le persone con disabilità non possono più aspettare. È tempo di passare dalle parole ai fatti”, conclude Attiva-Mente.