Riforma Igr: si vota l’articolato. Oneri deducibili diventano detraibili, il TFR resta com’è
Durante la seduta serale di lunedì il Consiglio Grande e Generale ha proseguito l’esame dell’articolato del progetto di legge di riforma dell’IGR. Approvati gli articoli dall’1 all’8.
Il dibattito si è acceso sull’articolo 4, relativo al trattamento fiscale del TFR, che non aumenta. Con l’opposizione che rivendica il risultato come una vittoria delle forze sociali e politiche che si sono opposte a una misura giudicata “iniqua e antipatica”. Dal fronte di Governo, il Segretario di Stato Gatti ammette che l’aumento del TFR avrebbe garantito circa 1,4 milioni di euro di gettito e spiega che la rinuncia è stata parte della trattativa con i sindacati. Ricorda che, in Italia, il TFR è tassato in modo progressivo con aliquote molto più alte, ma riconosce la necessità di un compromesso politico.
Sull’articolo 5, il Governo chiarisce che la norma si muove in tandem con l’articolo 7: alcuni oneri deducibili diventano detrazioni, le elencazioni vengono ricondotte agli allegati A e B, e si introduce la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti in luogo del vincolo di spesa sul solo territorio sammarinese; le opposizioni chiedono però come l’Ufficio Tributario possa reggere i nuovi carichi tra carenze di personale, pensionamenti e prepensionamenti.
Gatti sottolinea che il Governo e i dirigenti dell’Amministrazione hanno formalizzato tutte le richieste di copertura dei posti mancanti, ma che la carenza di risorse umane è ormai un limite diffuso anche nella Pubblica Amministrazione, non solo nel settore privato. In parallelo, annuncia l’intenzione di potenziare l’automazione dei controlli fiscali: un sistema informatico più evoluto, spiega, potrà in futuro alleggerire il carico di lavoro manuale.
Confronto serrato sull’articolo 7, che modifica l’articolo 16 della Legge n.166/2013, ridefinendo il sistema delle detrazioni fiscali legate alle spese tracciate, alle protesi dentarie e sanitarie e ai canoni di locazione. Il Segretario di Stato Marco Gatti illustra le principali modifiche: la detrazione per le protesi passa dal 15% al 18%, mentre per i canoni di locazione viene introdotto un tetto massimo di 6.000 euro, misura volta a prevenire abusi e autolocazioni fittizie.
Sul fronte delle spese tracciate tramite SMAC, Gatti spiega che il nuovo modello supera la discriminazione tra lavoratori, introducendo un sistema progressivo che lega la detrazione all’uso effettivo della card e al livello di reddito. Possibilità richiesta a gran voce dai sindacati per le esigenze di tutela dei redditi più bassi.
Il Consiglio è ripartito nel pomeriggio con l’esame dei successivi articoli.