Crisi demografica: per la CDLS sostenere le famiglie è necessario, ma non basta

26 Agosto 2026
La crisi demografica rappresenta una delle principali sfide strutturali per la Repubblica di San Marino.
Gli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio Nazionale di Statistica restituiscono un quadro che continua a destare forte preoccupazione. Nel primo semestre del 2026 sono state registrate appena 66 nascite, 16 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 149 decessi.
Il saldo naturale, cioè la differenza tra nascite e decessi, si attesta così nei primi sei mesi dell’anno a -83 unità, con un ulteriore peggioramento rispetto al -60 registrato nel primo semestre del 2025.
 
Il dato più recente si inserisce in una tendenza ormai strutturale. È infatti dal 2017 che il saldo naturale continua a collocarsi su valori negativi, alimentando un progressivo squilibrio tra nascite e decessi che si riflette sulla dinamica complessiva della popolazione.
 
A questo fenomeno si accompagna il progressivo invecchiamento della popolazione sammarinese. L’aumento dell’età media rappresenta una tendenza di lungo periodo, sostanzialmente lineare dagli anni Ottanta in avanti, ma che ha conosciuto una significativa accelerazione nell’ultimo decennio: dai 42,90 anni del 2016 si è passati ai 46,42 anni del 2025, con un incremento di oltre 3,5 anni in un decennio.
 
Denatalità e invecchiamento concorrono così a delineare una trasformazione profonda della struttura demografica del Paese.
 
In questo quadro, la CDLS guarda con favore al percorso avviato con la nuova normativa dedicata alla famiglia, attualmente al centro del confronto politico e istituzionale, e ritiene che l’approvazione nella sessione del Consiglio Grande e Generale del prossimo settembre non sia più rinviabile.
 
Le misure di sostegno alla famiglia intervengono infatti su una parte essenziale del problema: le condizioni nelle quali una persona o una coppia decide se avere o meno figli.
Il provvedimento contiene interventi importanti, che riconoscono la necessità di sostenere maggiormente le persone che scelgono di diventare genitori e di riequilibrare il rapporto tra tempi di vita, responsabilità familiari e lavoro.
Tra le misure più significative figurano l’estensione a 20 giorni del congedo di paternità retribuito al 100% e il rafforzamento del sostegno economico durante il congedo parentale; nuove tutele per le donne non occupate in gravidanza e nel puerperio e maggiori agevolazioni per i nuclei monogenitoriali; la possibilità per un genitore lavoratore di usufruire dell’indennità di malattia per assistere un figlio ammalato fino a 14 anni; il rafforzamento e l’adeguamento all’inflazione degli assegni familiari, insieme a un bonus di 1.000 euro per ogni nuovo nato o adottato; e il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare, accompagnato da specifiche tutele economiche e previdenziali.
 
Si tratta di interventi che vanno nella direzione giusta. Rendere meno difficile avere figli, distribuire più equamente il lavoro di cura e garantire condizioni lavorative compatibili con la genitorialità sono condizioni indispensabili per affrontare la denatalità.
Ma non sono, da sole, sufficienti.
 
Secondo la CDLS, la crisi demografica impone infatti di allargare lo sguardo.
Non basta domandarsi come aiutare chi decide di avere figli. Prima ancora occorre chiedersi quante persone, proprio nelle età in cui normalmente si costruiscono relazioni, autonomia e progetti familiari, scelgono di rimanere a San Marino e quante, invece, decidono di costruire altrove il proprio futuro.
 
La questione demografica non riguarda quindi soltanto il sostegno alla genitorialità, ma anche la capacità del Paese di creare le condizioni perché le nuove generazioni possano immaginare a San Marino il proprio progetto di vita.
È da questa domanda che prende avvio l’analisi che la CDLS presenterà nelle prossime settimane, attraverso una serie di approfondimenti dedicati alla dinamica demografica della Repubblica e, in particolare, alla capacità del sistema sammarinese di trattenere le fasce più giovani della popolazione.