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Uscire dal disagio

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Giornata di studio sul clima lavorativo nelle banche di San Marino promossa dalla Federazione Servizi della CDLS.

San Marino, 19 maggio 2005

Verso un benessere lavorativo? E’ il tema della giornata di studio promossa dalla Federazione Servizi CDLS per giovedì 19 maggio con i rappresentanti sindacali delle banche sammarinesi.

“L’obiettivo di questa iniziativa – spiega il segretario FCS-CDLS, Gianluigi Giardinieri – è lanciare una proposta concreta per migliorare l’organizzazione e il clima lavorativo all’interno degli istituti bancari”.

La giornata di studio fa seguito all’indagine sul clima lavorativo delle banche sammarinesi realizzato lo scorso anno. Indagine che ha coinvolto 271 dipendenti dei dieci istituti di credito e che ha fatto emergere disagi e difficoltà che quotidianamente incontrano in ufficio.

“Ora si tratta di studiare a fondo i risultati dell’indagine – continua Giardinieri – e analizzare alcune tematiche come la motivazione e lo stress, per far emergere criticità e potenzialità degli ambienti di lavoro. In sostanza, si tratta di porsi come obiettivo il benessere lavorativo, perché una persona realizzata e soddisfatta del proprio lavoro non è solo un essere umano felice, ma anche un lavoratore più produttivo”.

Dai risultati dell’indagine era infatti emerso un quadro generale che impone a sindacato e alle stesse direzioni aziendali il dovere di progettare interveti per migliorare l’attuale clima lavorativo nelle banche.
Lo studio era suddiviso in tre aree: sfera personale; rapporti con i colleghi; rapporti con i superiori e le regole aziendali. In tutte tre le aree indagate sono scaturiti risultati che portano ad una classificazione delle banche in due grandi blocchi tra loro antitetici.

Il primo blocco è composto da alcuni istituti di credito di più vecchia costituzione e con il maggiori numero di dipendenti. In queste realtà sono emerse le valutazioni peggiori in tutte e tre le aree esaminate, con un elevato tasso di criticità rispetto alla qualità del lavoro, alla leggibilità delle norme aziendali e ai rapporti tra colleghi e superiori. Non solo: la maggioranza del campione intervistato ha espresso le valutazioni più pessimistiche rispetto al futuro, pochissimi invece intravedono possibili miglioramenti.

Il secondo blocco è composto da alcune banche di più recente costituzione e con un limitato numero di occupati. I valori fatti registrare da questi istituti sono i migliori in tutte e tre le aree dell’indagine. Vi è più armonia tra tempo di lavoro e tempo libero, un ambiente meno conflittuale, una maggiore chiarezza delle norme aziendali e dei percorsi di carriera interna e una visione più ottimistica verso il futuro. Ma nonostante una media decisamente positiva rispetto agli altri istituti, anch’essi hanno mostrato punti critici, come lo scarso senso di apparenza verso l’azienda e le difficoltà di affermare le proprie posizioni e le proprie idee.

Guardando più da vicino i risultati della ricerca, si segnala che i principali motivi per i cui i lavoratori sono spinti a lasciare il loro posto di lavoro sono tre. Primo: scarse opportunità di sviluppo professionale. Secondo: ambiente di lavoro troppo conflittuale. Terzo: non mi sento più parte integrante di questa realtà. Su tutte queste tre motivazioni le risposte degli intervistati superavano il 50%.
L’ambiente di lavoro troppo conflittuale è invece un problema che tendenzialmente oscilla attorno al 20% per una larga fetta dei dipendenti.

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