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Tolleranza zero verso la violenza e le molestie sul lavoro!

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È il messaggio forte che è uscito dalla giornata di formazione del 27 giugno, di cui è stato principale protagonista il Direttore dell’OIL Italia e San Marino Dott. Gianni Rosas. San Marino è stato il 12° Paese al mondo a ratificare la Convenzione OIL n. 190 (marzo 2022), e il 4° in Europa

RSM 1 luglio 2024 – È pienamente riuscita la giornata di formazione rivolta ai Rappresentanti sindacali che CSdL, CDLS, USL, hanno organizzato giovedì scorso presso la sala Montelupo di Domagnano.

Una giornata dedicata all’illustrazione della Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) n. 190 per l’eliminazione delle violenze e delle molestie nei luoghi di lavoro, della relativa Raccomandazione n. 206, e del Piano Pluriennale firmato da Governo, Sindacati e Associazioni di categoria (fatta eccezione per l’UNAS) lo scorso 19 marzo. Quest’ultimo documento pone come obiettivo la condivisione tripartita sui necessari adeguamenti legislativi e contrattuali per la piena applicazione della stessa Convenzione, ratificata dal Consiglio Grande e Generale il 22 marzo 2022.

Si è sviluppato un ampio dibattito tra i delegati, che hanno riempito la sala e seguito con molto interesse e partecipazione il ricco programma di lavoro, formulando domande che hanno toccato aspetti anche particolari e specifici della problematica.

Ad illustrare la Convenzione, la sua applicazione e i risultati finora raggiunti nei Paesi che l’hanno ratificata, ha provveduto un prestigioso relatore, il Direttore dell’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino Dott. Gianni Rosas. I suoi approfonditi interventi e le risposte alle domande dei Delegati sindacali sono stati particolarmente apprezzati. Sono intervenuti anche la Segretaria CDLS Milena Frulli per l’introduzione, il Segretario CSdL Enzo Merlini per l’illustrazione del Piano Pluriennale, e l’SG USL Francesca Busignani per le conclusioni.

Il Dott. Rosas ha puntualizzato che la Convenzione n. 190 riconosce il diritto di ogni persona ad un mondo del lavoro libero da violenza e molestie e stabilisce per tutti gli Stati che la ratifichino l’obbligo di rispettarne, promuoverne e realizzarne le finalità. L’adozione di questo Trattato da parte dell’OIL è stato sollecitato dai Sindacati di tutto il mondo, ma anche da parte di diversi Governi, in quanto queste pratiche inaccettabili sono sempre più diffuse. Anche le Associazioni dei Datori di Lavoro hanno in larga parte approvato la C. n. 190.

L’obiettivo prioritario è la prevenzione della violenza e delle molestie, attraverso una capillare formazione ed informazione di tutti i soggetti coinvolti. È necessario altresì un impianto sanzionatorio efficace.

Le misure da adottare si basano su una strategia globale e un approccio integrato, e non solo sulla giustizia penale, per quanto riguarda la punibilità dei comportamenti illeciti, che – seppur fondamentale – da sola non è sufficiente ad eliminare il fenomeno. Occorre garantire il sostegno e le massime tutele per le vittime, prevedere adeguate sanzioni sia per i violenti ed i molestatori, sia per i datori di lavoro che non adottino adeguate misure preventive, di contrasto e vigilanza, sviluppare iniziative di orientamento, formazione e sensibilizzazione per tutte le lavoratrici, i lavoratori e la cittadinanza, garantire ispezioni e indagini efficaci sui casi di violenza o molestie.

Il Dott. Rosas ha illustrato le diverse tipologie di violenza e molestie sui luoghi di lavoro, che comprendono, tra le altre, il mobbing, il bossing, il contatto fisico indesiderato, avances sessuali, abuso di posizione di potere, umiliazioni, fino ad arrivare ai maltrattamenti e alle percosse. Si tratta di comportamenti inaccettabili lesivi dei diritti umani, sia che avvengano in un’unica occasione, che in modo ripetuto. Anche le battute non gradite vanno bandite. Nei casi più gravi, le conseguenze fisiche e psicologiche per le vittime sono permanenti o comunque è necessario molto tempo per superare il trauma subito. Anche il danno economico non va affatto sottovalutato.

La Legge per la prevenzione e il contrasto di questi fenomeni deve prevedere tutte le fattispecie. C’è una dimensione generale delle molestie, violenze e discriminazioni, e una declinazione di genere, che colpisce le donne, che ne sono le vittime principali. Anche le persone di diversa nazionalità od orientamento sessuale sono più soggette a subire maltrattamenti. Le tutele vanno estese anche ai tirocinanti e apprendisti, disoccupati in occasione dei colloqui di lavoro, chi è occupato nella c.d. “economia informale”, i volontari.

Tra i settori più soggetti alle violenze, vi è quello sanitario; sono in crescita i casi di operatori che subiscono vere e proprie aggressioni, addirittura anche a mano armata. La protezione dei lavoratori dalle molestie deve riguardare, dunque, anche le persone esterne che frequentano gli ambienti di lavoro, come nel caso delle attività commerciali, parrucchiere/i, estetiste, ecc.

Un punto estremamente delicato è la grande difficoltà nella emersione delle molestie e violenze. In Italia solo lo 0,9% delle persone che ne sono vittima ha il coraggio di denunciarle, per paura delle conseguenze per la prosecuzione del rapporto di lavoro, per imbarazzo e in generale per la sfiducia rispetto all’efficacia delle tutela previste, ivi compreso l’esito dei procedimenti giudiziari. Addirittura, l’80% non ne parla neanche con familiari ed amici.

CSdL – CDLS – USL

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