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Swissair: svaniti 13 milioni di euro

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Il comitato dei risparmiatori torna a chiedere un incontro con la Carisp. Il govenro promette più tutele sul fronte del credito.

San Marino, 5 marzo 2005

I risparmiatori Swissair restano sul piede di guerra, il Congresso di Stato promette un sistema
creditizio con più tutele. Ammonta complessivamente a 13 milioni di euro la somma di denaro finita del buco nero del crack della compagnia aerea Svizzera.

Il comitato dei risparmiatori, sostenuto dall’Assoconsumatori della CDLS, ha più volte sottolineato che se non si aprirà un
tavolo di confronto a tre tra Cassa di Risparmio, governo e risparmiatori i sit-in di protesta continueranno.

Una prima indiretta risposta arriva dal governo che, ai microfoni della tivù di Stato, ha fatto sapere di aver incontrato i vertici della Carisp.
“Non possiamo risolvere il problema, visto che riguarda privati, ma seguiamo l’evolvere della situazione”, è la replica dell’esecutivo. Che però assicura: “Abbiamo chiesto all’ente di vigilanza di svolgere il suo ruolo e vogliamo il massimo delle tutele in prospettiva al sistema e agli stessi risparmiatori”.

E questo è senza dubbio un passo in avanti rispetto alla richiesta più volte avanzata dall’ASDICO-CDLS di aprire un’inchiesta sulla vicenda. Richiesta formalizzata in una lettera spedita al Segretario di Stato alle Finanze e all’ente di vilgilanza della Banca Centrale del Titano, con l’invito a fare completa chiarezza soprattutto sul comportamento che la Cassa di Risparmio ha tenuto nei confronti dei 230 risparmiatori coinvolti nel crack Swissair. Intanto sono una ventina le cause depositate in Triubunale, in cui si denuncia la Carisp di carenza di informazione sul rischio degli investimenti fatti.

Da parte dell’Istituto di credito bocche cucite o quasi. Si sa che la storica banca sammarinese sta portando avanti azioni legali in Svizzera e Inghilterra per recuperare i soldi svaniti in seguito al fallimento della compagnia aerea, ma per il momento nessuna disponibilità a incontrare il folto gruppo dei clienti che hanno perso i loro risparmi.
Un atteggiamento di chiusura ripetutamente stigmatizzato dall’ASDICO, che ha ricordato come nella vicina Italia alcuni
grandi gruppi bancari hanno invece aperto trattative con i risparmiatori e le associazioni dei consumatori per ricercare insieme forme di risarcimento e quindi per non dispedere quel patrimonio di fiducia che sta alla base del rapporto tra cittadini e sistema creditizio.

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