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Sul Titano sono tanti i traditi da Parmalt

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Disponibili presso l’Asdico-CDLS i moduli di denuncia per i piccoli risparmiatori. Assistenza legale anche per i casi Cirio e Argentina.

San Marino, 21 gennaio 2004

Parmalt, Cirio e bond argentini. Sono decine le segnalazioni e le denunce dei risparmiatori del Titano arrivate in queste settimane alla sede dell’Asdico-CDLS. In particolare per i piccoli azionisti traditi dal crack Parmalat sono disponibili moduli per inoltrare i ricorsi.

L’associazione difesa consumatori della CDLS lavora in tandem con l’Adiconsum italiana che dal 23 dicembre ha dato vita al “Comitato Tutela Risparmiatori Parmalat” composto da esperti finanziari e legali.

Sul sito dell’ associazione www.adiconsum.it è inoltre disponibile per i risparmiatori colpiti dalla vicenda Parmalat un Fac-simile di denuncia da inviare alla Procura di Milano (anche tramite sito www.procura.milano.giustizia.it) o di Parma.
La denuncia non è sufficiente ad essere “Parte” attiva nell’eventuale processo che si instaurerà con il rinvio a giudizio dei responsabili del crack. Sarà necessario costituirsi Parte civile.
Per questo è importante rivolgersi, sin dai prossimi giorni, all’associazione consumatori per predisporre la domanda di ammissione al passivo nei confronti delle società commissariate, ( il termine per il deposito degli atti è il 20 aprile 2004). Gli Atti verranno preparati da avvocati convenzionati. Ciò eviterà ai risparmiatori di sostenere altre spese rilevanti.

I numerosi risparmiatori sammarinesi che si sono rivolti all’Asdico-CDLS, ha dichiarato il presidente dell’associazione Marco Beccari al quotidiano San Marino Oggi in edicola mercoledì 21 gennaio, sono solo la punta dell’iceberg. Infatti sarebbero molti i piccoli azionisti che “non denunciano l’accaduto e molti quelli che si sono già disfatti dei titoli incriminati per cercare di salavare il salvabile”. Una soluzione sbagliata, perché nel caso dei titoli argentini c’è gente che ha venduto quando il titolo era sceso al 20% ed ora è salito al 30%. “La soluzione migliore – consiglia Beccari – è rivolgersi alle associazioni dei consumatori che offriranno l’assistenza legale a seconda dei casi”.

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