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Sul crack Parmalat si muove l’Europa

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Il Parlamento di Strasburgo chiede un’autorità unica di vigilanza. I sindacati italiani puntano il dito contro le banche.

San Marino, 13 febbraio 2004

Mentre si allarga il buco della Parmalat, l’Europarlamento ha chiesto il varo di una autorità unica di controllo dei mercati finanziari. Intanto i sindacati italiani hanno chiesto un incontro all’Associazione delle Banche.

Il Parlamento di Strasburgo ha approvato a larghissima maggioranza la risoluzione presentata da tutti i gruppi politici sul crack Parmalat nella quale si chiede l’istituzione di una autorità unica nei mercati finanziari. Per quanto riguarda la situazione dei risparmiatori, gli eurodeputati hanno chiesto che vengano rimborsati qualora sia accertata la responsabilità degli istituti di credito. Intanto la crisi dell’azienda di Collecchio si è aggravata: le ultime stime dell’indebitamento sono infatti salite a circa 14 miliardi di euro.

E a proposito di banche, i sindacati italiani del settore del credito hanno chiesto un incontro all’Associazione delle banche (Abi) sui rischi di una politica di vendita aggressiva dei prodotti finanziari, sollecitando quindi l’associazione ad aprire un negoziato per introdurre regole sul rispetto della “responsabilità sociale” delle imprese bancarie.

“Regole utili anche per le banche della Repubblica, visti i numerosi casi di risparmiatori sammarinesi che hanno visto i loro investimenti sparire nel buco nero della Parmalat”, afferma Marco Beccari, presidente dell’Associazione consumatori (Asdico).

 
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