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Sul bus come pacchi postali

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E’ nato presso l’ASDICO il comitato Trasporto Pubblico Indecente. Chiesto un incontro al governo.

San Marino, 18 marzo 2005

Genitori e studenti contro i disservizi del trasporto pubblico. E’ nato giovedì 17 marzo il comitato che, in collaborazione con l’Assoconsumatori della CDLS, ha l’obiettivo di migliorare il servizio delle linee di collegamento dell’Ati.

La raccolta di firme a sostegno del “Comitato Trasporto Pubblico indecente” è partita giovedì sera durante un incontro pubblico nella sala riunioni della Centrale Sindacale. Dove è stato presentato il documento di protesta dei cittadini utenti del trasporto Ati.

Il comitato e l’ASDICO-CDLS già nella mattinata di venerdì 18 marzo hanno richiesto un incontro al Segretario di Stato per i rapporti con l’Azienda Servizi. E nei prossimi giorni il documento con tutte le firme degli utenti verrà consegnato alla Eccellentissima Reggenza. Mentre la prima iniziativa già decisa da genitori e studenti è quella di fare un accurato check-up del trasporto scolastico.
Va detto che le Segreterie di Stato per i rapporti con l’Aass, per i Trasporti e la Pubblica Istruzione hanno comuinicato con grande tempestività la disponibilità ad un incontro per i primi giorni della prossima settimana, per affrontare con spirito costruttivo i problemi dei disservizi dei trasporti pubblici.

“Da tempo – scrive il Comitato Trasporto Pubblico Indecente – i cittadini sammarinesi riscontrano l’enorme divario tra l’alto livello di benessere raggiunto dalla comunità con la bassa qualità del servizio pubblico trasporto scolastico dei bus Ati. Si riscontra da molti anni un servizio rigido e spesso approssimativo, insensibile al fatto che da essere trasportati non sono pacchi postali, bensì persone. Gli utenti del primo mattino e delle ore 13 sono soprattutto ragazzi che vanno a scuola, ma assieme a loro viaggiano anche altri cittadini”.

Il documento del comitato continua sottolineando che le condizioni di trasporto “sono a di poco sbalorditive”, perché si viaggia in condizioni di “sovraffollamento costante” e non si lotta per un posto a sedere, ma per entrare nel bus”. Ancora: “Non si viaggia in maniera tranquilla, bensì in costante preoccupazione di mantenersi in piedi, non cadere e non farsi male”. Anche per il fatto che la maggioranza dei passeggeri sono studenti muniti di zaini e cartelle.

Anni di lamentale individuali e le proteste portante avanti in modo sporadico non sono servite a nulla. Così molte famiglie hanno deciso di organizzarsi in un comitato di protesta e di proposta. Durante l’incontro di giovedì sera sono stati nominati Steve Berardi, coordinatore, e Barbara Bartolini, segretario. Il comitato si autoscioglierà quando il servizio Ati avrà raccolto le proposte per migliorare il trasporto pubblico.

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