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Soluzioni lontane

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Il governo non scioglie il nodo della precarietà. Il direttivo della FLI-CSU conferma la mobilitazione.

San Marino, 16 giugno 2005

A meno tre giorni dal secondo sciopero generale, la strada per il rinnovo del contratto industria resta sempre in salita. Il direttivo della FLI-CSU, riunito nel pomeriggio di mercoledì 15 giugno, ha confermato la mobilitazione.

Il vertice sindacale ha tirato le fila della doppia settimana di scioperi davanti alle fabbriche e della trattativa che il Congresso di Stato ha aperto dopo la rottura negoziale con l’Associazione Industriali.

I segretari della Federazione Lavoratori Industria, Enzo Merlini e Giorgio Felici, in questa settimana hanno incontrato più volte il governo alla ricerca di intese utili a chiudere la partita contrattuale, ma i nodi irrisolti sono ancora molti.
“Trattativa altalenante”, commenta Enzo Merlini, specificando che al tavolo di lavoro innescato dal governo il confronto procede con molta fatica: “Alcuni punti sono stati approfonditi, altri neppure sfiorati”. Giorgio Felici parla di situazione ancora “troppo fluida” e sottolinea che “il documento messo in campo dall’Esecutivo deve ancora tradurre alcune enunciazioni di principio in risposte concrete”.

In pratica, il rinnovo contrattuale continua a ruotare attorno al nodo della precarietà: assunzioni a termine, lavori atipici, stabilizzazione dei frontalieri.
Nonostante che il mercato del lavoro sammarinese sia storicamente tra i più flessibili d’Europa (con migliaia di assunzioni a termine), da parte di alcune associazioni imprenditoriali, Anis e Unas in particolare, c’è la pretesa di allargare da una parte l’area grigia delle assunzioni precarie per tutti i lavoratori, residenti e non residenti; dall’altra di barattare la stabilizzazione contrattuale dei frontalieri con nuove norme sui licenziamenti facili.

Il negoziato è inoltre fermo sul versante delle tutele sociali. Con il governo non si è mai discusso né di normative a sostegno della famiglia, né di ammortizzatori sociali, mentre con le controparti imprenditoriali si sono riscontrate diverse resistenze.

Così come le associazioni degli imprenditori non hanno dato risposte soddisfacenti al capitolo economico: l’Anis è bloccata alla proposta di aumento dell’1,8% e l’Unas al 2% solo verbale. Con l’Osla la trattativa è più avanzata su tutti i versanti, ma si è convenuto sulla opportunità di fare tutto il possibile per evitare accordi separati.

L’impegno del direttivo FLI-CSU si conferma dunque sul doppio fronte della trattativa e della mobilitazione. Continuano intanto gli scioperi davanti alle fabbriche, che hanno registrato un’adesione pressoché totale che si auspica tale anche per lo sciopero generale in calendario per lunedì 20 giugno. Nel pomeriggio sempre di lunedì è stata convocata l’assemblea di tutti i delegati del settore industriale con all’ordine del giorno la valutazione delle nuove proposte che il governo si è impegnato a elaborare. Se non ci saranno novità positive, l’assemblea dei delegati dovrà decidere tempi e modi di una nuova fase di mobilitazione.

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