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Slittamenti

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Improvviso stop al rinnovo contrattuale dei dipendenti statali. Il segretario della FPI-CDLS, Antonio Ceccoli, striglia il governo.

San Marino, 17 aprile 2005

Dopo quattro mesi di attesa, slitta ancora il confronto sul contatto PA. Per il pomeriggio di lunedì 18 aprile era infatti previsto l’avvio del negoziato tra le Federazioni dei lavoratori pubblici e il governo, ma è saltato tutto.

Uno stop che in casa sindacale ha provocato reazioni di “stupore” e di “rammarico”, così come fa sapere Antonio Ceccoli, segretario della Federazione Pubblico Impiego della CDLS.

Segretario, cosa è successo?
“E’ successo che nei giorni scorsi la Segreteria di Stato per gli Affari Interni ha comunicato ufficialmente ai segretari Ghiotti e Beccari che per lunedì 18 aprile si sarebbe svolto un incontro congiunto sulla piattaforma per il rinnovo del contratto PA e per il rinnovo del contratto Industria e Artigianato”.

E allora, dov’è il problema?
“L’impegno era un altro: discutere la piattaforma del pubblico impiego alla luce della controproposta del governo, controproposta che stiamo aspettando da febbraio. E invece la decisione del governo di discutere in modo congiunto le tematiche comuni ai due contratti rischia di trasformare il tutto in una chiacchierata generica, evitando così di affrontare concretamente i problemi sul tappeto”.

Come si spiega questa mossa?
“E’ la solita tecnica dilatoria: il governo vuole prendere tempo sul contratto della Pubblica Amministrazione”.

Per quali motivi?
“Me lo spiego solo così: o l’esecutivo non ha ancora le idee chiare su una precisa controproposta alle nostre rivendicazioni, oppure intende accontentare l’Associazione Industriali, che da tempo chiede uno stretto coordinamento sulle politiche contrattuali. Se così fosse verrebbero rovesciati clamorosamente i ruoli tra lavoratore dipendente e datore di lavoro”.

Cosa significa?
“Significa che l’Anis dovrebbe dichiarare apertamente le sue intenzioni. E se intende diventare anche datore di lavoro della PA dovrà assumersi onori ed oneri. Il che significa pagare il monte stipendi e gli aumenti contrattuali di migliaia di dipendenti statali”.

Sta scherzando?
“No, voglio semplicemente essere chiaro: non è infatti possibile accomunare le funzioni e le professionalità del pubblico con quelle del privato. Insomma, ad ognuno il proprio compito”.

Torniamo allora al contratto della PA. Che vuole dire al governo?
“Che è urgente rispettare gli impegni presi, ovvero ripristinare la data del tavolo contrattuale dei lavoratori pubblici per arrivare il prima possibile ad un accordo soddisfacente”.

Segretario Ceccoli, quali gli ostacoli più difficili?
“La piattaforma sindacale contiene aspetti generali, come l’equità fiscale, lo Stato Sociale e la riforma pensionistica; e naturalmente tematiche normative ed economiche. Non nascondo che le nostre maggiori preoccupazioni riguardino il versante economico. Lo dico in base a quello che è successo in occasione dell’ultimo rinnovo, e in particolare per il lungo braccio di ferro sul famigerato costo-zero. Mi auguro che questa volta il governo prenda atto delle nostre richieste, che tengono conto dei sacrifici fatti dai lavoratori e della necessità di garantire il potere d’acquisto dei salari”.

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