Segreterie Istruzione e Giustizia: parte la campagna contro la vendita di alcol ai minori
Presentata la nuova campagna di sensibilizzazione contro la vendita di alcol ai minori, promossa dalla Segreteria di Stato per la Giustizia e dalla Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura.
L’iniziativa nasce a seguito dell’innalzamento dell’età legale per l’acquisto di bevande alcoliche da 16 a 18 anni, e risponde al grido di allarme lanciato dall’Authority Sanitaria di fronte a dati sempre più preoccupanti: c’è chi inizia a bere già a 11 anni, a 17 molti adolescenti consumano alcol con regolarità e si diffonde anche il fenomeno del binge drinking, il consumo eccessivo in una sola occasione, con gravi conseguenze per la salute e la sicurezza.
La campagna prevede la diffusione di adesivi, cartelli informativi e vetrofanie da esporre nei pubblici esercizi per ricordare in modo chiaro il divieto e le sanzioni previste in caso di trasgressione. Si tratta di un’azione condivisa e sostenuta con convinzione dalle principali Associazioni di categoria – USOT Unione Sammarinese Operatori del Turismo, Unione Sammarinese Commercio e Turismo, ANIS, OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori e UNAS – i cui loghi compaiono nei materiali informativi distribuiti.
L’obiettivo è prevenire e informare, perché l’alcol assunto in età adolescenziale provoca danni più rapidi e irreversibili rispetto a quanto avviene negli adulti: conseguenze cerebrali e psicologiche, ma anche rischi diretti sulla sicurezza stradale.
Il Segretario di Stato per la Giustizia, Stefano Canti, ha ricordato: “È necessario rimarcare l’essenziale valore della prevenzione a tutela delle fasce più deboli. Oggi presentiamo i cartelli e le vetrofanie che saranno esposti in tutti i locali pubblici, ma la campagna si svilupperà in più fasi”.
Il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Teodoro Lonfernini, ha aggiunto: “Sono emerse testimonianze di ragazzi che dichiarano di avere abusato di sostanze alcoliche già in giovane età. È un problema che rischia di generare una catena di conseguenze sociali e sanitarie. La risposta deve essere educativa, permanente e condivisa: stiamo lavorando insieme alle Associazioni di categoria, all’Autorità Sanitaria e alle scuole. È un impegno virtuoso per la nostra comunità, al quale ci aspettiamo corrisponda una risposta altrettanto virtuosa da parte di tutti i nostri locali”.