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Sciopero senza portafoglio

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Riunito il direttivo del Pubblico Impiego. I lavoratori della PA bacchettano il segretario dell’Anis.

San Marino, 24 marzo 2005

Frasi stonate da parte dell’Associazione Industriali. Nel mirino del direttivo del Pubblico impiego della CSU finiscono i commenti che il segretario generale dell’Anis, Carlo Giorgi, ha rilasciato dopo lo sciopero generale del 16 marzo.

Dopo aver preso atto della riuscita dello sciopero generale e della massiccia partecipazione dei dipendenti statali, il direttivo del Pubblico Impiego (che si è riunito il 23 marzo) ha risposto per le rime al leader degli industriali, che aveva ironizzato sulle motivazioni dello sciopero da parte di “lavoratori così ben pagati”.

“Al signor Giorgi – è la bacchettata del direttivo – è sfuggito che lo sciopero aveva motivazioni molto più vaste di una mera rivendicazione salariale. I pubblici dipendenti hanno dimostrato, assieme agli altri lavoratori, di avere voluto esprimere il loro essere cittadini e il loro senso di appartenenza allo stato presenziando ad uno sciopero che era a sostegno di eque e giuste riforme. Ma forse al segretario dell’Anis le parole giustizia ed equità suonano stonate…”

Il direttivo ha poi analizzato quanto scaturito nell’ultimo incontro per il rinnovo contrattuale della PA. E nonostante che le federazioni avessero chiesto di entrare nel merito dei singoli capitoli della piattaforma, “si è dovuto registrare ancora una volta un esito interlocutorio”.
Il sindacato ha dunque ribadito la necessità di stringere i tempi per arrivare ad una positiva soluzione della vertenza contrattuale.

Sul versante della riforma dell’amministrazione pubblica, il direttivo ha rilanciato l’urgenza di pervenire ad un accordo sul concetto di dotazione organica minima, “strumento indispensabile per il proseguo della trattativa sulla riforma”.
E ha giudicato “insufficiente” la controproposta del governo, perché rappresenta “un passo indietro” rispetto ai mesi passati.
“Tale proposta infatti – critica il direttivo – non tiene in alcun conto le posizioni del sindacato esplicitate in due proposte formalizzate all’esecutivo”.

Così le Federazioni del Pubblico Impiego informano che nel prossimo faccia a faccia con il governo, in calendario per il 6 aprile, illustreranno le motivazioni della loro insoddisfazione e chiariranno ulteriormente la loro proposta.
Entro il 20 aprile sarà poi convocata l’assemblea di tutti i rappresentati sindacali della PA per valutare lo stato reale delle trattative aperte e a decidere le strategie conseguenti per ottenere risultati soddisfacenti.

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