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SCIOPERO GENERALE: SUL PIANELLO PER DIFENDERE STIPENDI E PENSIONI DAL CAROVITA

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 San Marino 15 dicembre 2023 – Se domani si inaugura il “Natale delle Meraviglie”, lo sciopero generale di oggi ne è stata la più degna anteprima. Tante persone, e questa è la vera meraviglia, hanno manifestato in Piazza della Libertà in uno sciopero diverso dai precedenti, in quanto rivendica interventi specifici diretti in particolare ai lavoratori, ai pensionati e ai cittadini con i redditi più bassi e quindi più colpiti dal caro-vita.

 Tutto lo sdegno dei partecipanti si è rivolto alle finestre chiuse di Palazzo Pubblico in cui questa mattina era riunito il Consiglio Grande e Generale, e dove è arroccata una maggioranza sorda ad alcune delle richieste fondamentali dei tre sindacati: aumentare le indennità per le tutte donne in maternità, superare il limite del 2,2% per l’indicizzazione delle pensioni, applicare la legge sul fiscal drag sui redditi inferiori a 35mila euro, usando le risorse risparmiate dalla mancata applicazione di questo meccanismo ai redditi medio-alti.

Il primo ad intervenire è stato il Segretario Generale CDLS Gianluca Montanari, che si è soffermato sul metodo di confronto con il Governo: “Un confronto rimasto fermo per mesi, mentre in Consiglio Grande e Generale le preoccupazioni maggiori ruotavano attorno alle ‘residenze fiscali non domiciliate’, all’albergone a 5 stelle, all’ampliamento dell’avio-superficie o alle concessioni di rivendita di auto. Provvedimenti più mirati ad accrescere profitti e privilegi corporativi, che a rilanciare la nostra economia, invece chiediamo per la nostra Repubblica un modello di sviluppo basato sull’economia reale. Provvedimenti insomma in netta contraddizione con i problemi di molti pensionati e lavoratori che di fronte a un’inflazione galoppante sono stati costretti a chiedere aiuto alla Caritas”.

 Un confronto insufficiente, ha continuato Montanari, “che ha avuto contraccolpi negativi non solo nella lotta al carovita, ma anche sul fronte delle riforme strutturali, ancora tutte ferme o in grave ritardo. A partire da quella di Fondiss, indispensabile per dare un orizzonte previdenziale dignitoso ai lavoratori più giovani, senza dimenticare l’introduzione dell’ICEE, l’indicatore che misura le capacità economiche delle famiglie sammarinesi e la riforma del fisco, per mettere in campo misure concrete a contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, e la necessità di ridistribuire con più equità un carico fiscale sempre più sbilanciato sul mondo del lavoro dipendente”.  

 Il Segretario USL Francesca Busignani ha affermato: “Il nostro Paese si è sempre distinto per la sua generosità, per l’aiuto che ha saputo offrire anche in momenti tragici, come durante la guerra. La solidarietà, l’aiuto che le persone sanno darsi l’un l’altra qui in Repubblica dovrebbe essere da esempio e guida per chi siede a Palazzo. Perché si devono ricordare bene che sono stati votati dalle persone e a loro devono rendere conto.  Oggi il Governo, davanti alle richieste del sindacato di aiutare le fasce più deboli, risponde a distanza di quasi un anno mettendo sul tavolo deleghe, non fatti immediati e concreti. Si vergogni un Governo che ha soldi da spendere in progetti o consulenze che poco o nulla portano a San Marino in termini reputazionali e di crescita reale, e che invece quando si tratta di aiutare concretamente chi non arriva a fine mese, e ormai succede anche a chi lavora, dice che denari non ce ne sono. Saremmo stati disposti, nonostante il tempo perso da febbraio, a sederci al tavolo della contrattazione anche sino a notte tarda o alle luci dell’alba per trovare la giusta mediazione; così non è stato e non certo per nostra indisponibilità. Al muro contro muro non c’era altra strada che rispondere con lo sciopero. Sui diritti non molliamo!”

 In questa sessione consigliare, a seguito dell’interpellanza di un Consigliere, sono stati diffusi dei dati che raccontano la realtà del nostro paese. Il costo degli affitti dal 2015 al 2018 è raddoppiato. In relazione ai dati fiscali del 2022, è stata fatta un’analisi di come sono cresciuti i vari redditi, tenendo conto che l’inflazione dal 2014 al 2022 è stata del 19%. I profitti delle società sono aumentati del 130%, i redditi delle imprese individuali sono cresciuti del 44%, quelli dei lavoratori autonomi del 25%. Quindi, tutti ben oltre l’inflazione.  Le pensioni, sempre dal 2014 al 2022, sono cresciute del 18,5%, in linea con l’inflazione. I redditi imponibili dei lavoratori dipendenti in questo stesso arco di tempo sono cresciuti del 9,5%, quindi hanno perso il 10% del potere d’acquisto. L’unico contratto rinnovato con la copertura dell’inflazione è stato quello dell’industria, mentre tutti gli altri sono stati fermi per lungo tempo. Circa il trend delle imposte pagate, dal 2014 al 2022 i lavoratori dipendenti hanno pagato procapite il 14% in più di tasse, nonostante non fossero coperti dall’inflazione.

“E dal Governo ci raccontano che hanno tutelato i redditi più bassi!” Ha commentato nel suo intervento il Segretario Enzo Merlini, dopo aver snocciolato alla Piazza i dati prima riportati (mancano ancora quelli del 2023). “Secondo questi numeri, è evidente che abbiamo ragione noi! Abbiamo chiesto di ridistribuirci tra noi lavoratori dipendenti il recupero fiscale di cui avremmo diritto con le norme di legge sul fiscal drag, non riconoscendolo ai redditi più alti, ma solo a quelli più bassi. Ci hanno negato un intervento fatto con risorse nostre, quindi a costo zero per lo Stato! È un comportamento inaccettabile! La reazione di oggi ci sarà anche in futuro, non potrà finire qui. Nonostante i contratti rinnovati, c’è ancora tanto da fare per colmare il gap con l’inflazione. Gli emendamenti al Bilancio portati dal Governo prevedono 29 deleghe, più altre 24 proroghe; il Consiglio delegherebbe al Governo la messa in atto di ben 53 Decreti, quando la legislatura potrà durare al massimo pochi mesi! Consiglieri di maggioranza, fino a quando volete sopportare l’angheria di un Governo che vi tratta in questo modo? Vi chiedo di reagire; siete stati eletti dal popolo, non vi siete autonominati. Come fate ad accettare le residenze fiscali non domiciliate, le cartolarizzazioni garantite a persone esterne a San Marino?” Si chiede Enzo Merlini.  “Fino a quando subirete tutto questo! Ai Consiglieri di opposizione, che hanno presentato alcuni emendamenti che recepiscono le richieste dei sindacati, chiediamo di tenere duro fino all’ultimo; i provvedimenti che abbiamo chiesto vanno portati a casa!”

 Un riferimento specifico è andato ai lavoratori part-time, a cui il sindacato rivolge una particolare attenzione, in quanto rientrano nelle fasce più basse di reddito. Sono 2.750 le persone che lavorano a tempo parziale, di cui 2.250 donne. Come può il Governo, si chiedono i sindacati, sostenere di aver fatto molte cose buone per tutti i lavoratori, e in particolare per le donne? Significativa è stata anche la partecipazione alla manifestazione di un gruppo di lavoratori del settore bancario, il cui contratto è l’unico a non essere stato ancora rinnovato.

 Continuare a lottare per i diritti di tutti i lavoratori e i pensionati, e in particolare dei soggetti più deboli, per il sindacato è un problema non solo di dignità, ma anche di democrazia. Chi è in Consiglio è stato eletto dai cittadini, e loro deve rispondere, non delegando ad un Governo autoreferenziale che rappresenta una realtà completamente inesistente e non dà risposte alle necessità dei soggetti più deboli.

CSdL – CDLS – USL

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