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Sbrogliare la matassa

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Il segretario CDLS Beccari : “Basta con i pregiudizi e i tatticismi, la partita dei contratti va chiusa in tempi brevi”.

San Marino, 14 giugno 2005

Come sbrogliare la matassa contrattuale? L’interrogativo lo rilancia il segretario della CDLS, Marco Beccari, dopo due settimane di mobilitazione che ha registrato una massiccia partecipazione di lavoratori pubblici e privati.

“Durante i presidi davanti alle fabbriche e gli scioperi a scacchiera nella PA migliaia di lavoratori hanno chiesto con forza una positiva chiusura dei contratti. Un messaggio molto chiaro, ma che finora si è scontrato contro un muro di pregiudiziali e tatticismi”.

Sul fronte industriale la rottura del negoziato ruota attorno al nodo della precarietà. “E’ orami chiaro .- afferma Beccari – che questo rinnovo contrattuale è legato a doppio filo con la riforma del mercato del lavoro, sulle regole cioè che interessano le assunzioni a termine, gli interinali e i frontalieri. Di fronte alla linea del muro contro muro scelta dall’ANIS, il governo ha messo in campo una documento di lavoro che va seguito con impegno e attenzione, così come le aperture avanzate a suo tempo dall’OSLA sul tema dei diritti devono rappresentare un punto di riferimento, non certo un ostacolo, nella ricerca di una soluzione con tutte le associazioni degli imprenditori. Insomma: o si va verso la strada del contratto condiviso da tutti, ANIS e UNAS compresi, oppure saremo obbligati a firmare con chi è disponibile a dare risposte concrete ai problemi emersi nella trattativa”.

Contratto pubblico arenato sulla scoglio economico.“Con il governo la trattativa ruota attorno ad un doppio nodo: economico e normativo, soprattutto gli scatti di anzianità e l’aumento delle ferie per i dipendenti del contratto privatistico e per i salariati dell’Azienda di Produzione. E’ chiaro – sottolinea il segretario della CDLS – che sul fronte retributivo nessuna trattativa può chiudersi centrando il 100% delle rivendicazioni, però oggi le cifre messe in campo dal governo sono ancora troppo lontane dalle proposte sindacali. Serve insomma da parte della controparte un nuovo passo nella direzione del buon senso”.

Il segretario della Confederazione Democratica chiude invitando a stringere i tempi: “I nodi contrattuali vanno sciolti entro l’estate: più si aspetta, più si rischia di aggrovigliare la matassa. Per questo la doppia tornata contrattuale non può essere poi condizionata dalle riforme. Ricordo che sul tappeto non c’è solo la riforma del mercato del lavoro, ma c’è anche l’esigenza di aggiornare il nostro sistema pensionistico. Appare dunque una forzatura la scelta del governo di portare in Consiglio a fine giugno i progetti di legge sul lavoro e le pensioni. La priorità oggi spetta ai contratti. Impegno, intelligenza ed energie vanno concentrare sulle due vertenze ancora aperte e che interessano oltre 13 mila lavoratori”.

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