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Riforma previdenziale, quando parte il confronto?

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Anche gli esperti FMI suonano il campanello d’allarme delle pensioni. La CDLS chiede da tempo l’avvio della riforma.

San Marino, 12 maggio 2004

Anche gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale invitano il governo sammarinese a mettere mano al sistema previdenziale. La ripresa del confronto con le forze sociali diventa sempre più urgente.

Nella relazione appena presentata dopo la ricognizione sul Titano, gli economisti dell’FMI hanno dedicato un intero capitolo ai temi della sicurezza sociale. “Il sistema pensionistico gode ancora di riserve non preoccupanti, ma attenzione a non avere – dichiarano gli esperti di Washington – l’illusione della sicurezza”.

Un campanello d’allarme più volte suonato anche dalla Confederazione Democratica, che ha da tempo elaborato una ricetta per garantire per i prossimi anni l’equilibrio dei Fondi previdenziali. Ricetta che prevede un sistema misto, a ripartizione e a capitalizzazione.

“Il tasso di crescita economica – afferma il vice segretario della CDLS, Luca Montanari – come del resto evidenziato dal rapporto del Fondo Monetario, negli ultimi anni si è molto ridotto, mentre le previsioni occupazionali, anche a causa del doppia tassazione dei redditi frontalieri, non sono incoraggianti. Tutto ciò a danno dell’equilibrio del nostro sistema previdenziale. L’apertura di un confronto sulla riforma pensionistica non è dunque più rinviabile”.

Per la CDLS, continua Montanari, “il sistema attuale, cioè a ripartizione, dovrà rimanere il pilastro principale, consapevoli comunque di dover intervenire sui parametri che lo compongono: aliquote contributive, modalità di calcolo, età minima di maturazione del diritto previdenziale. Vanno poi tenuti in considerazione due aspetti importanti, ovvero la questione dei lavori usuranti e l’introduzione anche nei settori privato della pensione di anzianità. E per dare prospettiva di lungo periodo alla previdenza pubblica, è però necessario introdurre un secondo pilastro di natura contrattuale che si configura nei fondi pensione collettivi”.

 
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