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RIFORMA PENSIONI, RIVALUTAZIONI RIDICOLE: INTERVISTA DEL SEGRETARIO FNPS-CDLS AL CORRIERE SAN MARINO

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San Marino, 7 agosto 2023. Pensioni, inflazione, sanità al centro dell’intervista del segretario FNPS-CDLS, Pier Marino Canti, al Corriere di San Marino.

Inflazione alle stelle, pensioni risicate e scogli della sanità: tempi difficili per i pensionati. A tornare sulle problematiche, con cui fanno i conti gli over 65 del Titano, è Marino Canti, segretario Federpensionati Fnps Cdls, che accende i fari sulla mancanza di un reparto di lunga degenza all’ospedale di Stato.

Canti, partiamo dalla mancata, o scarsa che dir si voglia, rivalutazione delle pensioni.

«L’ultima legge di riforma pensionistica, entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno, ha previsto una serie di accorgimenti ma in negativo, non tenendo conto che al momento della sua approvazione l’inflazione era arrivata al 10%, un livello preoccupante non solo per il mondo pensionistico ma anche per quello dei lavoratori. Morale: la politica ha deciso di fare un blitz, all’incirca a cavallo del Capodanno, in Consiglio grande e generale approvando una norma che portava a un massimo del 2,20% annuo il correttivo sull’inflazione dei pensionati con un blocco dal 2023 fino al 2027. Non la definisco una presa in giro ma è evidente che sia un abbattimento ben misero. Tradotto: la rivalutazione del 2,20% ci sembra ingiustificata, ridicola e per certi versi non attendibile sotto l’aspetto dell’inflazione galoppante che sta erodendo pensioni e salari. Oltretutto il 2,20% viene riconosciuto solo a chi ha una pensione minima e la cifra andrà a scalare per tutti gli altri. Ci stiamo già attivando e alla neo segretaria alla Previdenza, Mariella Mularoni, è stato richiesto, dopo incontri informali, non solo di rivedere il discorso del tetto inflattivo ma anche una serie di situazioni che sono insite nella legge e che vanno a peggiorare lo stato attuale della situazione dei nostri pensionati».

Altro nodo: l’assenza di un reparto di lunga degenza all’ospedale di Stato.

«Per certi versi la questione non è mai stata presa in considerazione. In sostanza nel nostro ospedale esiste il reparto di Geriatria, ma non quello di lunga degenza. In tanti si trasferiscono nella Rsa (residenza sanitaria assistita) La Fiorina che resta, com’è ovvio, uno spazio insufficiente. I pazienti che sono impossibilitati a tornare a casa e destinati a passare i restanti giorni della loro vita in ospedale non hanno molte scelte. Il che crea difficoltà a pioggia anche alle loro famiglie. Il problema grave, su cui insistiamo di continuo, è quello legato al fatto che la Rsa sta diventando insufficiente per i grandi numeri che ha San Marino. La nostra federazione assieme a quella dei “cugini” di Csdl fa oltre 500 buste paga al mese di pensionati assistiti dalla badante. Un fenomeno che sta aumentando a vista d’occhio, considerando le numerose patologie che dieci anni fa neppure conoscevamo e che invece stanno dilagando: dal Parkinson all’Alzheimer sino alla demenza senile. Se le famiglie non fossero più in grado di sostenere questo target, dove potrebbero trasferire i loro cari? Esistono convenzioni con alcune realtà limitrofe ma soluzioni di questo genere non mi convincono. Una cosa è avere una struttura sotto l’egida dello Stato, una cosa è dover ricorrere al privato oltreconfine. Assieme ai colleghi continueremo a sostenere la necessità di una terza ala della Rsa, peraltro già prevista al momento della sua edificazione, ma mai edificata».

Carla Dini

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