Riforma Igr: dipendenti e pensionati pagano, gli autonomi guadagnano. Lettera alle Istituzioni per cancellare questa vergogna
I Segretari Generali di CSdL CDLS e USL hanno scritto una lettera agli Eccellentissimi Capitani Reggenti, ai Gruppi Consigliari e ai partiti politici, per informarli delle nuove simulazioni legate alla Riforma IGR e chiedere di fermare l’iniquità e ingiustizia del progetto di legge.
Questo alla vigilia del nuovo Sciopero Generale per ribadire le ragioni della mobilitazione e chiamare all’appello lavoratori, pensionati e cittadini domani, 7 ottobre, in Piazza della Libertà.
Le tabelle elaborate dal Patronato CSU ribadiscono, qualora ce ne fosse bisogno, la grande penalizzazione per pensionati, lavoratori residenti e soprattutto frontalieri.
Il testo della Lettera:
Oggetto: Riforma IGR – Invito alla presa visione delle simulazioni sugli effetti della manovra per impresa individuale e lavoro autonomo
Egregi Capitani Reggenti, Gruppi Consiliari, Segretari e gentili rappresentanti delle forze politiche,
alla vigilia del nuovo sciopero generale proclamato unitariamente da CSdL, CDLS e USL, le tre Organizzazioni Sindacali intendono sottoporre alla Vostra attenzione le tabelle di simulazione sugli effetti concreti della Riforma dell’Imposta Generale sui Redditi (IGR).
Dalle elaborazioni effettuate sui redditi da impresa individuale e lavoro autonomo emergono dati vergognosi e profondamente iniqui. Le comparazioni tra la situazione attuale e il PdL di riforma IGR, come approvato in Commissione Finanze, evidenziano che, in assenza di redditi aggiuntivi, tali imprese risultano parecchio avvantaggiate.
Si conferma, dunque, la profonda asimmetria e ingiustizia di un progetto di legge che scarica il peso della manovra soprattutto sui redditi da lavoro dipendente e pensioni e in modo particolare sui frontalieri.
Alla luce di questi elementi, chiediamo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione di esaminare attentamente le simulazioni allegate e di farsi carico della responsabilità di cancellare questa vergogna, che rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze sociali e compromettere la coesione del nostro Paese.
Restiamo a disposizione per ogni ulteriore approfondimento tecnico e confronto diretto sui dati presentati.
Enzo Merlini Milena Frulli Francesca Busignani