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Riforma blindata

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La legge previdenziale passa in commissione. La CDLS: “Trascurati importanti aspetti sociali”. Il governo: “Intervento equilibrato”.

San Marino, 12 ottobre 2005

Dopo il via libera in commissione la legge sulle pensioni viaggia verso il voto in Consiglio. La CDLS è critica: Trascurati importanti aspetti sociali”, ma il Segretario alla Sanità la difende.

Continua a far discutere il progetto di riforma del sistema pensionistico. All’indomani del passaggio in commissione consiliare, il vice segretario CDLS, Luca Montanari, parla di “legge blindata” . “La nuova stesura della riforma a questo punto è praticamente blindata e quindi non più negoziabile con il sindacato. Il governo ha insomma preferito tirare diritto”.

Nel mirino della Confederazione Democratica alcuni squilibri sociali.
“Un supplemento di discussione – continua il vice segretario CDLS – era invece necessario per eliminare alcuni squilibri legislativi, a partire da un diverso trattamento per le donne, che purtroppo restano penalizzate da questa riforma. La mancata differenziazione dell’età pensionabile tra uomini e donne conferma il paradosso che la maggioranza dei lavoratori maschi andrà in pensione a 60 anni di età con 40 di versamenti, mentre la maggioranza delle donne, entrate nel mondo del lavoro in ritardo, cioè a cavallo degli anni ’70-80 in coincidenza con l’espansione dell’industria sammarinese, si vedono costrette a lavorare fino a 65 anni, oppure accedere ad una pensione pesantemente ridotta”.
“Altro punto critico di cui non si è tenuto conto,- insiste Montanari – è l’assenza di tutele dei lavoratori che in età avanzata rischiano di perdere il posto di lavoro a causa di licenziamenti, o di non idoneità fisica in base alla legge 31/90. Non saranno casi isolati questi, dato che già oggi a 58 anni difficilmente si riesce a trovare occasioni di rioccupazione nel settore privato”.

In conclusione, il vice segretario della CDLS esprime “forte rammarico per il mancato accoglimento nella legge di questi aspetti che incidono profondamente sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Il governo ha invece preferito tirare diritto, sottovalutando le ripercussioni che in un immediato futuro graveranno sul nostro Stato Sociale”.

Ma il governo parla di legge equilibrata.
Sull’ok della commissione consiliare il Segretario di Stato alla Sanità, Massimo Rossini, esprime soddisfazione. “I testi di legge approvati – si legge in una nota della Segretaria – danno una risposta alla esigenza di un rapporto di equità tra le generazioni: l’obiettivo di assicurare le tutele previdenziali alla comunità sammarinese, di salvaguardarne gli interessi generali, tenendo conto della sostenibilità economica e dei valori di solidarietà, pone le condizioni di un allargamento delle tutele, comprese quelle pensionistiche, per i giovani. Il progetto di Legge, lungamente concertato con le parti sociali, corrisponde ai criteri di sostenibilità, di equità e di solidarietà intergenerazionale, ai quali si ispira l’azione politica di questa Segreteria”.

Il comunicato della Segretaria alla Sanità elenca inoltre gli emendamenti che il governo ha inserito nella legge prima del voto in commissione.

Ecco le modifiche articolo per articolo. “L’art 1 (Principi) fornisce ulteriore rilievo ai valori di solidarietà che ispirano il sistema di sicurezza sociale della Repubblica; con l’art 2 (Adeguamento dei parametri relativi all’età pensionabile e ai requisiti contributivi per i lavoratori pubblici e privati), si ripristina una situazione di uguaglianza per tutti i destinatari del sistema previdenziale e si indicano nuovi requisiti richiesti per il collocamento a riposo anticipato”. La nota prosegue sottolineando che nell’art. 3 (Modifica della misura delle prestazioni), “si definisce il mantenimento dei diritti acquisiti per i lavoratori in servizio, secondo le modalità previste dal calcolo attualmente in vigore.

Con l’art. 4 (Modifica delle aliquote contributive) vengono aggiornati il reddito minimo e le aliquote contributive dei lavoratori autonomi; nell’art. 6 (Perequazioni delle pensioni) sono ridefinite, per un periodo di cinque anni, le percentuali di rivalutazione annua della contingenza, con tutele e garanzie per le fasce deboli; nell’art 7 (Disincentivi e incentivi) si fissano regole eque per i lavoratori subordinati e autonomi”. Infine per la Segretaria di Stato alla Sanità l’art. 9 (Fondo di perequazione previdenziale) “costituisce una innovazione di rilevo a sostegno e tutela nei confronti dei giovani che entrano a far parte del sistema previdenziale. Viene infatti da subito istituito un Fondo con lo scopo di assegnare quote di contribuzione ai giovani assicurati per il trattamento pensionistico complementare”.

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