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Ricatti firmati Cotes

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L’azienda non ferma il taglio del personale. Nuovo sciopero dei dipendenti giovedì 30 giugno. La FLI-CSU chiede il ritiro dei licenziamenti.

San Marino, 30 giugno 2005

Licenziamenti alla Cotes. Alla vigilia della decorrenza del provvedimento i dipendenti scendono nuovamente in sciopero. La FLI-CSU accusa: sono ricattatori.

Restano molto agitate le acque nell’azienda di telecomunicazioni di Rovereta.
La Federazione Lavoratori Industria informa che la direzione dell’impresa ha comunicato l’intenzione di dare il benservito a 16 frontalieri, in barba alle procedure contrattuali e di legge e quindi illegittimi.

“La linea scelta dalla Cotes – accusa la FLI-CSU – è quella del ricatto: il numero dei licenziamenti può scendere solo a patto che tutti i lavoratori, compresi quindi i sammarinesi e residenti, accettino una flessibilità indiscriminata, più ore e più carichi di lavoro senza le maggiorazioni previste. Una linea inaccettabile”.

Nella mattinata di giovedì 30 giugno si è svolta un’assemblea sindacale di tutti i dipendenti poi sfociata in altre ore di sciopero. Il primo obiettivo della protesta è far rientrare la minaccia di far saltare posti di lavoro in cambio di condizioni di lavoro peggiori di quelle contrattuali: una sfida ai lavoratori e al sindacato.
Dipendenti e FLI-CSU hanno quindi sottoscritto una lettera, indirizzata alla direzione della Cotes, in cui al primo punto c’è la richiesta di ritirare i licenziamenti. “Una volta tolta questa ingiustificata Spada di Damocle – spiegano i segretari FLI, Enzo Merlini e Giorgio Felici – abbiamo comunicato all’azienda la nostra disponibilità a sederci attorno a un tavolo per affrontare le esigenze di riorganizzazione della forza-lavoro e della produzione interna”.

“Non è però possibile basare corrette relazioni industriali – insistono i segretari FLI – con metodi ricattatori. Non si giustifica la scelta di mandare a casa di punto in bianco un gruppo di lavoratori con più di otto anni di anzianità media senza reali motivi, tra l’altro in un settore come quello delle telecomunicazioni che non deve fare i conti con la crisi. Tra i licenziati ci sono poi alcuni delegati sindacali, fatto purtroppo non nuovo per la Cotes. Ai ricatti si aggiungono forse intenzioni punitive verso chi è impegnato sul fronte sindacale? Interrogativo che giriamo direttamente a Piergiovanni Terenzi nella sua doppia veste di titolare della Cotes e di vice presidente dell’Anis, il quale dovrebbe tornare oggi dalle meritate vacanze senza neanche salutare chi, secondo lui, da domani dovrebbe restare senza lavoro”.

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