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Relazione del Segretario uscente Marino Casadei al 6° Congresso della Federazione Nazionale Pensionati Sammarinesi

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Presidente, Autorità, Gentili Ospiti, Delegate/i, Carissimi colleghi,

le dinamiche demografiche di questo inizio millennio, pongono problemi sociali, culturali, economici e politici, di proporzioni straordinarie.

Anche a San Marino l’età media è in costante crescita: oggi è di 41,7 anni, mentre la speranza di vita é di quasi 81 anni per i maschi e 86 per le femmine; dato superiore all’Italia, dove è di 79,1 per i maschi e 84,3 per le femmine. L’indice di vecchiaia è pari a 112, in costante aumento negli anni, ma più basso rispetto ai territori limitrofi.

 

Una società che invecchia deve necessariamente attrezzarsi per diventare una società per tutte le età. In questo contesto il ruolo delle istituzioni è insostituibile per dare un ruolo da protagonisti agli anziani.

 

Ma la crisi che attanaglia il paese non permette di liberare le risorse economiche necessarie, ed ecco, allora, che diventa strategico il ruolo della società civile attraverso il coinvolgimento del mondo associativo, dei sindacati, del volontariato, con specifici apporti, che possono sostenere stili di vita per gli anziani, attiva e creativa in tutti gli ambiti: lavorativi, sociali, comunitari, ricreativi, culturali.

Per quanto riguarda la dimensione istituzionale e pubblica il recente progetto politico messo a punto dalla nostra Federazione, rappresenta un’ottima base per mettere a fuoco i necessari cambiamenti da proporre al Governo al fine di migliorare molti aspetti dei problemi che affliggono gli anziani.

Questo documento potrebbe trasformarsi in una vera e propria piattaforma rivendicativa e punto di riferimento della politica a favore dei pensionati per i prossimi anni.

 

I punti più stringenti possono essere così riassunti:

Innanzitutto servono Iniziative concrete e rapide per affrontare le tante situazioni gravi che riguardano i pensionati gravemente ammalati con necessità di cure ed assistenza continua e i sempre più numerosi nuclei familiari di pensionati che si trovano in gravi situazioni economiche. Una riflessione specifica merita il “reparto di geriatria“; è infatti inderogabile un suo ampliamento per affrontare in maniera adeguata la domanda crescente per questo servizio.

  • Per quanto riguarda il delicato aspetto della “lunga degenza” degli anziani “non autosufficienti” si rende necessario un tempestivo ed articolato intervento da parte delle istituzioni, con l’obiettivo di arrivare a risposte qualitativamente e quantitativamente adeguate.
  • Il day-hospital” e la casa di riposo necessitano di essere potenziati in termini di posti riservati alle urgenze.
  • E’ necessario inoltre aumentare in maniera sensibile i posti-letto riservati alla lunga degenza, di potenziare i servizi medico-specialistici maggiormente usati dai pensionati e di rafforzare e migliorare il presidio territoriale della medicina di base prevedendo locali più ampi, sale di attesa ed ambulatori decorosi, parcheggi riservati ai disabili, e il potenziamento del personale infermieristico per offrire una migliore e più tempestiva assistenza ai pensionati.
  • In relazione al “Casale la Fiorina” è utile prevedere una gestione condivisa attraverso il coordinamento dell’Istituto Sicurezza Sociale e con la presenza delle Federazioni Pensionati nell’organismo di controllo.
  • Il problema stringente dell’assistenza personale e domiciliare va affrontato con una politica innovativa, anche tenendo conto del fenomeno delle “badanti”.
  • Centrale è diventato l’aspetto economico degli anziani, messo a dura prova dalla crisi e dal carovita. E’ fondamentale ripensare il sistema attuale nel quale gli interventi sociali, anche se finalizzati, non sono ancora sufficientemente legati alla capacità di reddito delle fasce più deboli. E’ necessario rimodulare le fasce di intervento, privilegiando e potenziando i servizi e gli sgravi indirizzati ai pensionati ed ai nuclei familiari con più basso reddito così come per l’assegno di accompagnamento o l’integrazione della pensione minima.

A queste giuste rivendicazioni però è urgente affiancare un nuovo modello di welfare in cui il mondo no-profit abbia un ruolo riconosciuto e autorevole.

 

I servizi del volontariato in particolare possono essere concretamente utili se sapranno entrare in rete con l’ISS, le famiglie e gli anziani soli.

Sono convinto infatti che dal volontariato deve partire la ricostruzione della nuova San Marino, una comunità solidale, aperta, rispettosa delle diversità dove ognuno si sente a casa sua.

Penso davvero che sia giunto il momento di fare questo salto di qualità: in prospettiva, il pubblico dovrà essere integrato da una rete che nasce dalle motivazioni delle persone che si impegnano nel variegato mondo dell’associazionismo.

 

La Federazione dovrà, a mio parere, aprire una nuova fase, in cui si possa facilitare questo processo ed essere a sua volta protagonista con proprie energie.

Pensionati insomma, che si mettono a disposizione di altri pensionati, in uno spirito di gratuità e solidarietà per:

  • favorire le relazioni, anche risolvendo i problemi di mobilità (portare l’anziano ad una riunione, a Messa, in Parrocchia, dal medico, a trovare un amico, alla posta,…);
  • stimolare gli interessi sociali, favorendo iniziative con altri soggetti su temi interessanti la persona e la comunità;
  • favorire l’ascolto e la comunicazione;
  • rendere accessibili i trasporti e la mobilità senza barriere;
  • realizzare servizi correttamente integrati con le famiglie,
  • favorire la permanenza degli anziani nella propria residenza con servizi adeguati, nella qualità e nella frequenza;
  • favorire le necessarie forme di consulenze;
  • preparare i cibi o portare i pasti a domicilio;
  • fare le pulizie nell’abitazione dell’anziano;
  • fare la spesa;
  • garantire un adeguato flusso di informazioni sui problemi di interesse generale;
  • fare assistenza infermieristica;
  • orientare alle cure, alla prevenzione, alla riabilitazione;

Occorre inoltre potenziare:

  • i centri diurni per anziani, affiancando all’attività prevalente del gioco delle carte, anche funzioni d’incontro, iniziative ricreative e culturali.
  • l’Università della terza età che va rilanciata e rafforzata soddisfacendo così domande e curiosità culturali per una generazione di anziani sempre più attiva e aperta alla crescita culturale.
  • i lavori socialmente utili che svolgono una funzione di impegno lavorativo, con qualche valenza sociale e consentono piccole integrazioni economiche.

 

Occorre, insomma, orientare e ricomprendere queste iniziative in un progetto di politica d’inserimento, reinserimento e mantenimento dell’anziano nella vita attiva, professionale, sociale, culturale, capace di promuovere creatività, iniziative e opportunità, qualificando l’uso del tempo libero, senza limiti. Una tale politica deve essere di tipo universalistico, restituendo dignità e libertà agli anziani.

 

Si può affermare pertanto, come già ribadito nel dibattito che ha preceduto il Congresso Confederale della CDLS, che dopo aver dato “anni alla vita” si pongono oggi altri problemi di importanza decisiva: quelli di dare “vita agli anni”.

Il che significa innanzitutto dare salute agli anni, autonomia e autosufficienza. Va considerato pure che i confini della vecchiaia sono sempre più mobili e influenzati da innumerevoli fattori: cultura, professionalità, salute, opportunità, ambiente di vita, territorio.

Di qui la necessità di adeguare, come società, le strutture e il loro funzionamento ad una cultura di tutte le età, non discriminatoria, con  progetti coerenti con spazi  e opportunità per tutti.

 

Ora vorrei entrare in una dimensione più personale e ripercorrere in questa occasione per me davvero speciale, la storia della nostra Federazione.

Speciale perché questo è il mio ultimo congresso in veste di Segretario, visto che ho deciso di terminare qui questa straordinaria esperienza di vita.

 

Nel lontano 1995 il Segretario Generale di allora mi convinse di accettare l’invito del direttivo della Federazione ad assumerne la guida. Ho esitato parecchio prima di accettare in quanto non volevo fare un torto alla compianta Piera Cardelli, e poi perché, avendo avuto una  esperienza Sindacale a New York di circa 12 anni, sapevo che il Sindacato richiede tanto impegno e non sempre ti gratifica per quello che  fai.

Come prima cosa ho riunito il direttivo di Federazione composto da membri fantastici come Giancecchi Pietro, Zonzini Santino, Zavoli Aldo, Massari  Sergio, Beccari Vincenzo, Ceccoli Caterina, Ercolani Casadei  Maria, Renata Michelotti, Geri Cesira Casali.

Così, pian piano siamo riusciti a far crescere la nostra Federazione fino a farla diventare l’organizzazione attuale: punto di riferimento per tutti i pensionati sammarinesi.

 

Ricordo che, come primo atto politico, abbiamo dato vita alla “Piattaforma pensionati” e di lì a poco abbiamo contribuito a far emanare la legge sull’indicizzazione delle pensioni e l’aumento della pensione minima.

 

Sul fronte delle relazioni esterne alla fine degli anni ‘90 furono stretti accordi di collaborazione con la FNP CISL,  la  SPI CGIL, la Ulp della Uil. e con la maggior parte dei Sindacati dei Pensionati di tutta Europa.

 

Era anche il tempo delle prime convenzioni per dare ai pensionati importanti facilitazioni negli acquisti.

Oggi se ne contano oltre 70.

 

Ricordo anche la nascita dell’Associazione “Vita sana” che con il tempo è diventata una splendida realtà in grado di dare grandi benefici in termini di salute a decine di pensionati.

 

Sul fronte ricreativo, in questi anni, abbiamo offerto opportunità di tutti i tipi: dalle brevi gite fuoriporta, alle destinazioni di carattere religioso e spirituale, ai viaggi più impegnativi in Europa e oltreoceano.

 

Ma anche cene, i tradizionali lunedì alla fiera di Pugliano, l’animazione in occasione della festa del 1° Maggio.

 

Un’attività che voglio ricordare e che mi riempie il cuore, oltre ad avere dato significato a questa mia avventura, è l’ambito della solidarietà.

 

In questi anni abbiamo aiutato associazioni sammarinesi e siamo intervenuti in occasione di gravi calamità naturali come, ad esempio, il terremoto che ha colpito l’Abruzzo e la più recente alluvione in Liguria.

 

Ma l’impegno più grande è stato a favore della Fondazione Solidarietà che è emanazione della nostra Confederazione. Con il suo Presidente, che oggi presiede questo congresso, abbiamo condiviso le tappe più importanti dell’impegno profuso in Perù.

 

Ricordo la costruzione della Scuola professionale di taglio e Cucito e della gestione quinquennale della Casa famiglia che ospita 13 bambine orfane.

 

Si dice che solo donando si riceve, e infatti in questi anni ho constatato la generosità di tanti singoli e di imprese verso la nostra Federazione. Grazie di cuore per le molte cose che hanno arricchito l’ufficio, per il Pulmino e la TV.

 

E visto che ho iniziato a ringraziare, voglio continuare porgendo uno speciale ringraziamento agli oltre 3.500 iscritti, al Direttivo, ai Volontari, a Marco Beccari con cui ho iniziato questa avventura e anche al suo successore Marco Tura, che  malgrado i tempi duri che stiamo attraversando, sono certo saprà trovare la via per risolvere i problemi dei lavoratori.

Grazie a Rita Ghironzi e Piera Cardelli per aver dato vita a questa Federazione, e una preghiera per Pierino Giancecchi, Aldo Zavoli, Vincenzo Beccari.

 

Un grazie speciale a te Santino Zonzini che mi dicesti: “prendi l’incarico, noi saremo sempre al tuo fianco per qualsiasi cosa”. “Grazie Santino”.

 

Lascio a cuor leggero perché vedo che attorno alla Federazione ci sono donne e uomini preparati e con voglia di fare; ma se dovessero avere bisogno, fin che ho un po’ di respiro, sono pronto a dare una mano.

Confido inoltre che i nuovi eletti sapranno far ulteriormente crescere la Federazione in termini culturali, politici e naturalmente di iscritti.

 

Un abbraccio particolare alle donne della Confederazione e agli impiegati, che sono sempre state disponibili, ai Funzionari e soprattutto agli Iscritti che mi hanno dato tante soddisfazioni chiedendomi le gite che più piacevano loro.

 

A volte ho preso grandi responsabilità portando i nostri Pensionati in ogni parte d’Europa, ma sempre con tutto l’amore che potevo, facendo risparmiare loro il più possibile.

 

Vi voglio un mondo di bene, un bacio a tutti

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