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Beccari (CDLS): “La situazione è complicata: i nodi contrattuali si intrecciano con quelli delle riforme. Ma vanno trovate soluzioni entro l’estate”.

San Marino, 18 maggio 2005

L’attuale situazione economico-sindacale? Un puzzle complicato. Così Marco Beccari, segretario della CDLS, ai microfoni di Radiosanmarino 98.9. “I nodi contrattuali si intrecciano con quelli delle riforme. Ma vanno trovate soluzioni entro l’estate”.

In coincidenza con il primo presidio di mercoledì 18 maggio a Tavolucci promosso dalle Federazioni Pubblico Impiego a sostegno della vertenza PA, Radiosanmarino ha intervistato il segretario CDLS. “Il momento che stiamo attraversando è molto delicato, giusta la mossa delle federazioni di cercare un contatto diretto con i lavoratori e i cittadini”.

Due i nodi del contratto pubblico. “Con il governo la trattativa ruota attorno ad un doppio nodo: economico e normativo, soprattutto gli scatti di anzianità e l’aumento delle ferie per i dipendenti del contratto privatistico. E’ chiaro – ha detto Beccari all’emittente radiofonica – che sul fronte retributivo nessuna trattativa può chiudersi centrando il 100% delle rivendicazioni, però oggi le cifre messe in campo dal governo sono ancora troppo lontane dalle proposte sindacali. Dalla controparte ci aspettiamo un segnale di buon senso”.

Un macigno sulla vertenza industria. Spostata l’attenzione sulla trattativa che coinvolge i lavoratori del settore industriale, Beccari sottolinea che sul tavolo pesa “il macigno del mercato del lavoro”. “Sempre di più questo rinnovo contrattuale si sta intrecciando con la riforma del mercato del lavoro, sulle regole cioè che interessano le assunzioni a termine, gli interinali e i frontalieri. Da parte del governo, che è anche impegnato con l’Italia a regolare la materia del frontalierato, la legge di riforma non arriva, e così il confronto con gli industriali arranca”.

No a trattative balneari. Per questo il segretario della Confederazione Democratica chiude l’intervista a Radiosanmarino invitando a stringere i tempi. “I nodi contrattuali vanno sciolti entro l’estate: più si aspetta, più si rischia di aggrovigliare la matassa. Le vertenze dell’industria e del pubblico impiego non possono essere condizionate dalle riforme. Ricordo che sul tappeto non c’è solo la riforma del mercato del lavoro, ma c’è anche l’esigenza di ristrutturare il nostro sistema pensionistico. Materia delicatissima, dove non possiamo permetterci di sbagliare. Prima dunque chiudiamo positivamente la stagione contrattuale, e più tempo, impegno ed energie possiamo dedicare al confronto sulle riforme”.

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