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Precarietà senza legge

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La CSU scrive al governo per sollecitare la riforma del mercato del lavoro. Chieste più tutele per i frontalieri.

San Marino, 2 maggio 2005

Governo, se ci sei batti un colpo. E’ il senso della lettera dei Segretari Generali Giovanni Ghiotti (CSdL) e Marco Beccari (CDLS) spedita lunedì 2 maggio al Congresso di Stato sul nodo della precarietà nel mondo del lavoro.

In buona sostanza, i segretari sindacali reclamano l’invio di una proposta scritta che tenga conto della discussione tecnica che si è svolta sulla riforma delle politiche del lavoro.
Nella lettera si ricorda che, “dopo aver considerato non accoglibile la bozza del progetto di legge in oggetto, si sono svolti diversi confronti politici e quattro incontri tecnici con l’intendimento di chiarire sino in fondo le posizioni delle parti”.

Verifiche tecniche, spiegano Ghiotti e Beccari, che avevano l’obiettivo di giungere ad una riforma “in grado di eliminare la precarietà esistente nel mondo del lavoro, favorendo così l’espansione dei diritti e le tutele a tutti i lavoratori”.

Il sindacato non chiede solo una nuova stesura del progetto di legge, ma raccomanda all’Esecutivo di “essere chiaro ed esaustivo”, dal momento che proprio le regole del mercato del lavoro sono uno degli scogli più difficili della trattativa per il rinnovo del contratto industria. Al tavolo contrattuale, infatti, l’Assoindustria opposto un netto rifiuto ad aprire il confronto sulle regole anti-precarietà.

La lettera quindi si chiude ricordando al governo “il dovere di esprimersi senza ulteriori indugi rispetto alla situazione dei semila lavoratori frontalieri”. E in particolare “che esprima la volontà di stabilizzare le condizioni contrattuali dei frontalieri, anche perché la instabilità e la precarietà dei lavoratori non residenti si estende a tutto il mondo del lavoro”.

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