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Poste bollenti

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Assunzioni bloccate: i portalettere protestano. Entro la settimana nuovo incontro con le Federazioni del Pubblico Impiego.

San Marino, 9 maggio 2005

Con una lettera ai giornali i rappresentati sindacali delle poste minacciano di incrociare le braccia. E intanto continua il confronto con le Federazioni del Pubblico Impiego sulla riorganizzazione del settore postale.

La proclamazione dello sciopero non è comunque imminente, così come si legge sulla pagina web di San Marino-Rtv.
I postini sammarinesi sono sul piede di guerra e minacciano lo sciopero totale anche se, assicurano gli stessi rappresentanti sindacali del settore, l’astensione non è imminente. Il sindacato, colto un po’ di sorpresa alla notizia dell’agitazione, all’ultimo confronto si era impegnato a far avere risposte entro una decina di giorni, e questi scadono lunedì prossimo.
“Aspettiamo quindi l’appoggio del sindacato – conferma Roberto Ciavatta, rappresentante sindacale – senza il quale assicura non faremo nulla”. L’obiettivo, per ora, è stato dunque quello di tener desta l’attenzione, su problemi che si trascinano da anni, da quando cioè furono bloccate le assunzioni del personale nel ‘98. “Vogliamo anche far capire agli utenti – aggiunge Ciavatta – che molti disguidi non dipendono da noi, e che periodicamente ci ritroviamo, nostro malgrado, con carichi di posta che non riusciamo a smaltire. I portalettere sono sempre meno, per avanzamenti di carriera e pensionamenti, e la situazione invece di migliorare, peggiora”. La direzione delle poste attende di potersi confrontare con la competente Segreteria di Stato mentre il sindacato ha in programma una nuova riunione entro la settimana, durante la quale, oltre a tutte le altre questioni aperte, dovrà ora affrontare quest’altra emergenza.

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