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Polemiche postali

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Rientra la protesta delle lettere lumaca. Ma è polemica sulla proposta delle auto a noleggio per i postini.

San Marino, 2 dicembre 2005

Lettere lumaca, rientra la protesta di consegnare la posta a piedi. Ma scoppia la polemica tra le Federazioni Pubblico Impiego e la rappresentanza sindacale dei postini.

Ad agitare le acque è sempre la proposta del governo di dotare i portalettere di auto a noleggio per risolvere il problema dei rimborsi chilometrici.

Proposta che è stata formalizzata con una lettera del Segretario di Stato al Lavoro nella serata di giovedì 1 dicembre. In sostanza, l’amministrazione si impegna a dotare i postini di mezzi di trasporto pubblici entro la fine del mese di febbraio.
La lettera è stata subito inviata dai segretari delle Federazioni del Pubblico Impiego a tutti gli uffici postali, con l’invito a sospendere l’agitazione fino alla scadenza della data indicata dalla Segretaria di Stato.

Invito indigesto per la rappresentanza sindacale interna. “Si è deciso di bloccare la protesta sulla base di un accordo informale – afferma Roberto Ciavatta -, ma noi non siamo stati avvertiti e riteniamo inaccettabili i termini dell’intesa. Per altri 3 mesi i portalettere consegneranno la corrispondenza con mezzi propri e senza alcun rimborso”. La rappresentanza interna ha così inviato una lettera al sindacato accompagnata dalla richiesta di dimissioni dei due segretari di federazione perché avrebbero agito oltre il loro mandato.
Pronta la replica dal quartier generale del sindacato.
“Le accuse di Ciavatta non mi toccano – ribatte Stefano Zonzini, dirigente del pubblico impiego CDLS – tanto più che noi della Confederazione Democratica non abbiamo rappresentanti tra i postini e rispondiamo solo ai nostri iscritti”. Nel merito poi alla proposta delle auto a noleggio Zonzini ribadisce che “siamo di fronte ad una buona offerta”.
Concetto che affiora anche dalle parole del segretario pubblico impiego della Csdl, Mauro Casali: “La proposta della segreteria di Stato al Lavoro è vantaggiosa e ci siamo assunti le nostre responsabilità per il bene dei lavoratori”.

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