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PA: c’è la firma!

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Governo e CDLS hanno siglato lunedì 25 luglio il nuovo contratto dei dipendenti pubblici. Ecco i principali punti dell’accordo.

San Marino, 25 luglio 2005

Firmato il nuovo contratto della PA. L’intesa definitiva tra governo e CDLS è stata siglata lunedì 25 luglio. Decisi aumenti economici medi del 2.5% e importanti miglioramenti normativi.

Con il rinnovo del contratto pubblico si è finalmente chiusa la lunga e travagliata stagione contrattuale. Il via libera dell’accordo del settore pubblico allargato per il quadriennio 2005-2008 è arrivata alle 12.30 a Palazzo Pubblico con la firma del Segretario di Stato agli Interni, Rosa Zafferani, il Segretario di Stato alle Finanze, Pier Marino Mularoni, il Segretario al Lavoro, Paride Andreoli, il segretario della Confederazione Democratica, Marco Beccari, e il Segretario della Federazione Pubblico Impiego, Antonio Ceccoli.

Subito dopo la firma , il segretario della FPI-CDLS, Antonio Ceccoli, ha sottolineato che l’accordo raggiunto “rappresenta un buon risultato sul fronte normativo e introduce aumenti retributivi che garantiscono la difesa del potere d’acquisto dei lavoratori pubblici”. Come ultimo atto per scrivere la parola fine alla vicenda contrattuale, Ceccoli ha quindi auspicato “l’avvio in tempi celeri dell’iter consiliare”. L’obiettivo è infatti quello di garantire che gli aumenti contrattuali facciano sentire il loro effetto sulle buste paga entro il prossimo autunno e, nello stesso tempo, accelerare il recupero degli arretrati per centinaia di dipendenti pubblici stabilizzati.

Quanto alla posizione della FUPI-CSdl di non firmare il contratto e organizzare unilateralmente un referendum tra i lavoratori, il segretario del pubblico impiego della CDLS ha ribadito che si tratta di una scelta “confusa e demagogica” e che “semina solo divisioni tra i dipendenti pubblici”.
“Il verdetto delle urne referendarie – ha rincarato Antonio Ceccoli – è purtroppo già scritto ed è rappresentato dalla profonda lacerazione dei rapporti unitari fra le federazioni del pubblico impiego”.

Sono cinque i punti cardine del nuovo contratto.

Punto uno: aumenti economici. Per il biennio 2005-2006 sono stati stabiliti aumenti mensili dell’1.4% sul piede retributivo e sugli scatti di anzianità, più una cifra fissa pari a 20 euro. Gli aumenti a cifra fissa e percentuale sono stati decisi “nell’intento di evitare l’appiattimento retributivo”.

Punto due: precariato. Per il precariato interno si prevede la copertura anche di posti non definitivamente vacanti, mentre per gli stabilizzati si procederà all’immissione in ruolo in base a quanto previsto dal contratto del 2001-2004. “Le parti sono impegnate – si legge nell’accordo – a portare a compimento gli interventi secondo quanto previsto dal protocollo di intesa del 29 novembre 2004. Ai fini del calcolo proporzionale del numero di giorni di congedo ordinario spettante ai sostituti e agli incaricati, non verranno considerate come interruzioni quelle riferite a giorni non lavorativi o a sospensioni del servizio (v. ad es. giornate di riposo, festivi, sospensione delle lezioni o delle attività per chiusura del Servizio)”. Sempre per quanto riguarda il precariato interno, il documento contrattuale afferma che “quanto contenuto nel protocollo d’intesa del 29 novembre 2004 varrà anche nel caso di posti non definitivamente vacanti (vedasi lunghe assenze e distacchi), fatta salva la carriera interna del personale in ruolo nel Servizio o Ufficio e secondo i criteri che si concorderanno nell’ambito della riforma”.
Sul fronte degli stabilizzati, così recita il nuovo contratto: “Al fine di rendere efficace l’istituto della mobilità – si procederà con l’immissione in ruolo del personale stabilizzato in base alle disposizioni del contratto di lavoro del Settore Pubblico Allargato per il quadriennio 2001-2004, espletati, entro il dicembre 2005, i relativi adempimenti di legge”.

Punto tre: contratto privatistico. L’accordo introduce due giorni di ferie in più. “L’aumento di un giorno di congedo ordinario da riconoscersi a decorrere dall’anno 2006 e un ulteriore giorno a decorrere dall’anno 2007”. Inoltre, le parti concordano sulla possibilità di carriera da parte del personale con qualifica di “Addetto”. Questo attraverso l’impegno che (all’atto di ogni rinnovo del Decreto sul Fabbisogno) “venga verificata la possibilità, in via prioritaria, di inquadramento di tale personale in qualifica superiore su posti previsti e vacanti, se in possesso dei requisiti e dell’idoneità e tenendo conto dell’anzianità di servizio”.

Punto quattro: perdita di moneta e reperibilità. Per quanto riguarda le disposizioni relative all’indennità di perdita moneta, l’intesa contrattuale impegna le parti ad “avviare il confronto entro l’anno in corso, al fine di dare attuazione ai contenuti del precedente contratto di lavoro del 18 febbraio 2003. In tale occasione potrà anche essere preso in esame l’attuale importo orario relativo alla reperibilità”. Nel frattempo, sono stati concordati gli aumenti degli importi delle categorie dell’indennità perdita moneta attualmente previste dalla legge, come segue:
cat.1: +2 euro; cat.2: +4 euro; cat.3: +6 euro; cat.4: +8 euro. I nuovi importi decorreranno dalla data di sottoscrizione del contratto

Punto cinque: salute e sicurezza. Con il nuovo contratto viene ribadita la necessità di diffondere “la cultura della sicurezza all’interno della Pubblica amministrazione”. Delineati quindi una serie di percorsi per raggiungere questo obiettivo. “Le linee generali – recita il documento contrattuale – su cui costruire i singoli documenti di valutazione del rischio in tutte le strutture del settore Pubblico Allargato sono state definite. Vanno ultimati i documenti relativi alla valutazione dei rischi e delle emergenze e dovranno essere stabilite le scadenze temporali che interesseranno: la Scuola, l’Azienda Servzi., l’I.S.S. e le altre strutture pubbliche, prevedendone il completamento a fine 2006”. Inoltre la programmazione per la sorveglianza sanitaria su tutti i lavoratori del Settore Pubblico Allargato “farà parte di una programmazione su base pluriennale che prevederà il controllo sanitario di tutti i lavoratori pubblici”. Previsto anche “un piano di investimento in termini di risorse economiche e umane, secondo la disponibilità di fondi che verranno impegnati sulla base delle priorità individuate, per proseguire gli interventi strutturali. Infine, sulla scorta delle segnalazioni in materia di salute e sicurezza da parte dei lavoratori e dei RLS, “si ritiene ottimale formare un tavolo di confronto che preveda la partecipazione del Medico del Lavoro, del Servizio Prevenzione, del Provveditorato, della Rappresentanza Sindacale, della Dirigenza”

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