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Nie Wieder

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L’associazione sammarinese Attiva-Mente alla Maratona di Berlino per non dimenticare l’Olocausto.

San Marino, 14 settembre 2005

A 60 anni dalla liberazione dal Nazismo, Nie Wieder (mai più) è il nome di un iniziativa che Attiva-Mente vuole realizzare per non dimenticare l’epoca più vergognosa degli ultimi secoli: l’Olocausto.

Questa iniziativa,spiega il direttivo dell’associazione, è volta a far considerare, poiché forse non tutti lo sapranno, che quel terribile genocidio cominciò proprio dalle persone disabili.

In concomitanza di questo Anniversario, una rappresentanza dell’Associazione Sportiva e Culturale di San Marino andrà a Berlino dal 20 al 26 settembre anche per l’occasione della prestigiosa Maratona della Città.

L’intenzione di Attiva-Mente è di portare in Germania una nota di riflessione molto semplice, secondo la quale, oggi le persone disabili vogliono e possono vivere una vita piena di dignità.
“Involucri vuoti le cui vite sono indegne di essere vissute”, così il Fuhrer amava definire le persone disabili, ed “Aktion T4” era il nome di una Legge che Hitler si era dato per poter essere legittimato ad eliminarle.
A distanza di tanti anni l’Associazione di San Marino, crede sia importante non dimenticare mai questo aspetto di quel massacro, va ricordato e ripetuto, perché bando ai paradossi, è ancor oggi necessario purtroppo non abbassare le difese dei principi fondamentali sanciti ed acquisiti.
Tanto più, che ancor oggi diversi diritti sono disattesi.
L’importanza del “non dimenticare”, è ben spiegata anche dal giornalista Michele Pacciano, del quale alleghiamo una dispensa. Egli dice: non è il caso di fare psicologia spicciola: troppe volte ne siamo stati vittime. Il fatto è che il disabile, nell’immaginario collettivo, dagli spartani in poi è la quintessenza del diverso, del non integrabile, dell’incontrollato incontrollabile. Nello specchio deformato e deformante dei totalitarismi, di tutti i totalitarismi, il disabile diventa archetipo, luogo fisico su cui proiettare le angosce di un inconscio represso che è dentro di noi, e che si dilata e si amplia in ideologia totalizzante.
Ma quante volte, oggi, noi marginalizziamo il disabile perché non lo conosciamo, perché ci fa paura?
Parlando di quella strage di persone disabili, Michele Pacciano racconta che lo sterminio iniziò nei mesi immediatamente successivi alla presa di potere di Hitler, e prese di mira, con un’intensa campagna mediatica i bambini disabili. Le camere a gas furono poi studiate e provate sugli adulti disabili, ma non era il peggio che poteva capitarci, anzi a volte c’era da augurarselo, almeno era una morte rapida. I disabili infatti furono le principali cavie dei progetti di eugenetica perpetrati dal dottor Mengele, il dottor Morte di Auschwitz. Gli esperimenti di Mengele, lasciarono piaghe indelebili nel corpo e nell’anima delle inconsapevoli vittime, anche e soprattutto di coloro che si sono salvati. E si chiedono ancora: “Perché io?”
Ancora oggi, continua Pacciano, a quasi sessant’anni di distanza lo sterminio dei disabili, come la Shoah, ci annichilisce e ci angoscia perché ci interpella La Bibbia dice che in ogni epoca, specie di barbarie, ci sono trentasei giusti, che salvano il mondo senza saperlo.
Ma noi, tutti noi, che cosa avremmo fatto in quei momenti? Saremmo stati capaci di ribellarci, di dire di no?
Non credo che saremmo stati così coraggiosi, così impermeabili alla propaganda e alle ragioni dei falsi profeti, non tutti. Ecco perché dobbiamo ricordare.

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