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Violenza di genere: Michela Serra porta la sua storia alla mostra “Da Barbablù ad Uguali Non Conformi”

1 Giugno 2026

La mostra “Da Barbablù ad uguali non conformi, percorsi contro violenza e discriminazioni” voluta da Commissione Pari Opportunità e Authority Pari Opportunità espone i lavori degli studenti di Medie, Superiori e Cfp sul tema della violenza di genere. La mostra è stata allestita al piano terra del Centro Atlante e ha visto il coinvolgimento anche delle parti sociali. La CDLS è intervenuta con la funzionaria del Pubblico Impiego Michela Serra. Ha raccontato come abbia conosciuto molto da vicino una persona che si potrebbe definire Barbablù. “Ho vissuto una relazione con un uomo narcisista, manipolatore, capace di usare il controllo psicologico e la svalutazione, come strumenti quotidiani. Per tanto tempo quella relazione ha distrutto la fiducia che avevo in me stessa”. Un intervento fortemente sentito, perché ha portato al centro della mostra, la voce di una vittima di violenza di genere. “Ho vissuto momenti di forte fragilità, attacchi di panico, insicurezze profonde – ha proseguito la funzionaria CDLS -. Eppure oggi essere qui, davanti a voi, a parlare di tutto questo, rappresenta per me una delle vittorie più importanti”. 

Michela Serra ha parlato poi delle iniziative messe in campo per far capire che nessuna deve sentirsi sola. “Parlare di discriminazioni e violenza significa allora parlare anche di lavoro, di indipendenza economica, di qualità della vita. Perché una donna economicamente fragile, precaria o ricattabile è spesso anche più vulnerabile”. La CDLS continua a portare avanti battaglie che riguardano il welfare, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, il sostegno alle famiglie, la dignità lavorativa e una diversa idea di società.

“Credo che questa mostra ci inviti proprio a questo: a guardare oltre la superficie. A costruire una comunità in cui nessuno debba avere
paura di essere sé stesso. Una comunità in cui le differenze non diventino motivo di discriminazione. Una comunità in cui chiedere aiuto non sia una vergogna e in cui ascoltare diventi invece un dovere sociale. Per la Serra il cambiamento culturale inizia anche da momenti come questo.
Dal coraggio di parlare. Dal coraggio di ascoltare. E dal coraggio di non voltarsi dall’altra parte. 

Lo cambia ogni volta che una persona trova la forza di chiedere aiuto. Lo cambia ogni volta che qualcuno sceglie di ascoltare senza giudicare. Lo cambia ogni volta che una comunità decide di non restare indifferente. Chiudendo l’intervento con la frase di un’operatrice dello Sportello Insieme che racchiude il senso più profondo di questa mostra: “Chi rompe il silenzio cambia il mondo.”