La Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi, la Confederazione Sammarinese del Lavoro e l’Unione Sammarinese Lavoratori hanno spiegato in conferenza stampa le ragioni della mobilitazione avviata il 15 luglio alla Colombini S.p.a. che proseguirà fino alla riapertura del confronto sull’accordo di secondo livello.
Lunedì 27 luglio Sindacati e Rappresentanza aziendale hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata, registrando una alta partecipazione dei lavoratori.
Rispetto all’accordo interno del 2014 ci troviamo di fronte a un gruppo economicamente solido che, a fronte di una richiesta di Cassa integrazione per circa 700 mila euro, ha chiuso lo scorso esercizio con un utile pari a 9 milioni di euro.
Una azienda in salute, ribadiscono i sindacati, che nel corso del negoziato per il rinnovo dell’accordo di secondo livello, ha deciso di interrompere unilateralmente la trattativa, avanzando proposte giudicate inaccettabili.
La richiesta di una ulteriore flessibilità subordinata al riconoscimento del premio aziendale relativo al 2025 e già distribuito a manager e responsabili. Con la possibilità di modificare orari, turni e stabilimento di lavoro con soli cinque giorni di preavviso.
Condizioni di lavoro che la stragrande maggioranza dei dipendenti (75%), chiamati a esprimersi tramite referendum, ha ritenuto peggiorative; soprattutto per la difficoltà di conciliare vita professionale e vita privata.
“Chiediamo che il buon senso prevalga – ha aggiunto il Segretario Flia CDLS Paride Neri – anche per non compromettere le relazioni sindacali”.