L’analisi evidenzia come, quando adeguatamente garantita, l’assistenza personale produca benefici concreti non solo per le persone con disabilità, ma per l’intera collettività: maggiore partecipazione sociale, più possibilità di studio e lavoro, minore carico sulle famiglie, migliore qualità della vita e utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda proprio la sostenibilità economica. Lo studio sottolinea infatti che modelli fondati sull’assistenza personale possono risultare, nel medio periodo, più vantaggiosi rispetto a soluzioni istituzionalizzanti o rigidamente assistenziali, spesso molto costose sul piano gestionale e umano. Allo stesso tempo, tali modelli generano nuova occupazione regolare, favoriscono l’ingresso o il rientro nel lavoro sia delle persone con disabilità sia dei loro familiari, e producono ricadute positive sull’economia reale.
In diversi Paesi europei e in numerose ricerche internazionali, emerge una linea sempre più chiara: investire nell’assistenza personale e nei supporti alla Vita Indipendente può risultare non solo più rispettoso dei diritti umani, ma anche più efficace e sostenibile rispetto a modelli fortemente istituzionalizzanti.
Si tratta di indicazioni che meritano attenzione anche nella Repubblica di San Marino.
Attiva-mente chiede da tempo di aprire una riflessione seria e moderna sul tema dell’assistenza personale, superando logiche che non rispondono in modo efficaci ai bisogni della società di oggi. Parlare di Vita Indipendente significa parlare di diritti concreti: lavoro, relazioni, studio, tempo libero, partecipazione democratica.
Un segnale significativo arriverà proprio il prossimo 5 maggio, in occasione della Giornata Europea per la Vita Indipendente, quando sarà presente a San Marino Ingrid Thunem, considerata una delle voci più conosciute e autorevoli del movimento per i diritti delle persone con disabilità nel suo Paese.