Ostaggi

8 Luglio 2009

Gestione fallimentare per due imprese: saltano 25 posti di lavoro. La FLI-CSU chiede precisi impegni per la rioccupazione.

San Marino, 19 luglio 2005

Gestione finanziaria fallimentare, due aziende chiudono i battenti. Accordi di mobilità per 25 lavoratori. Ma la FLI-CSU chiede impegni imprecisi sulla rioccupazione.

Si allunga l’ombra del Tribunale fallimentare su due aziende del Titano: la Texile di Galazzano e la Lams di Gualdicciolo.

La Texile, azienda del settore tessile, ha già sbarrato i cancelli e il Tribunale ha proceduto alla nomina del curatore fallimentare. ll sindacato ha chiesto immediatamente l’avvio degli accordi di mobilità per i 14 dipendenti della ditta.

Alla Lams, impresa attiva nel settore della meccanica pesante, sono invece 11 i lavoratori finiti in mezzo alla strada. Anche in questo caso le procedure di fallimento sono in corso ed è stato messo in atto il piano d’intervento che prevede mobilità e cassa integrazione.

Queste chiusure, sottolinea la Federindustria della CSU, sono frutto di un dissesto gestionale interno, niente va che vedere con fattori esterni come la crisi dei mercati internazionali.

Precisazione d’obbligo dopo la scia di polemiche legate al rinnovo contrattuale: “Subito dopo la firma del contratto – afferma infatti il segretario industria della CDLS Giorgio Felici – si è scatenato uno smodato quanto strumentale lamento da parte degli industriali, che hanno addirittura vestito i panni degli ostaggi per chiudere un contratto indigesto. Ora non vorremmo sentirci dire che il fallimento di queste due società è il primo frutto avvelenato della lunga vertenza. La realtà è invece quella di 25 lavoratori che pagano sulla loro pelle una gestione finanziaria sbagliata e l’assenza di serie strategie imprenditoriali. A ben vedere, insomma, i veri ostaggi sono sempre da una parte sola”.

“Definiti gli accordi di mobilità – conclude Felici – il problema è ora quello di fissare, in tempi ragionevolmente brevi, impegni precisi sulla rioccupazione di questo gruppo di lavoratori”.