Nove su dieci

8 Luglio 2009

Raffica di licenziamenti alla società anonima Arte. La FLI-CSU chiede la revoca della licenza.

San Marino, 26 ottobre 2005

Nove lettere di licenziamento su dieci dipendenti, il sindacato chiede la revoca della licenza. L’azienda nel mirino è la società anonima Arte di Fiorina, che opera nel campo del restauro dei mobili antichi.

“Tutto ciò – accusa la Federazione Lavoratori Industria della CSU – senza che vi siano delle motivazioni dimostrate per mettere fine all’attività produttiva, e sulla base della volontà dell’azienda di passare ad una attività puramente commerciale al servizio della Telemarket di Brescia”.

La FLI-CSU considera duqnue “ingiustificati” i nove licenziamenti. “Anche perché – spiega – la società in tal modo si pone al di fuori della legge, che stabilisce che una società anonima debba avere in organico almeno 5 dipendenti. In ogni caso, l’unico posto di lavoro superstite spetta di diritto ad una delle lavoratrici sammarinesi, alla quale il sindacato ha già garantito il supporto legale”.

Inoltre la Federazione Industria ha richiesto che il Congresso di Stato revochi la licenza alla Arte s.a.
“Posizione condivisa anche dalle Segreterie di Stato per il Lavoro e per l’Industria, le quali hanno affermato più volte che una società anonima con un solo dipendente, oltre ad essere al di fuori delle norme legislative esistenti, non è di alcun interesse per l’economia, per i lavoratori e per il Paese”, informa la federazione sindacale, che aggiunge: “Questa iniziativa dell’azienda cade proprio alla scadenza degli sgravi fiscali, di cui ha beneficiato per ben sette anni. Quindi, dopo aver usufruito di risorse pubbliche, la Arte s.a. ha pensato bene di disfarsi della quasi totalità dei propri dipendenti. E questo, qualora ce ne fosse bisogno, è un chiaro ed ulteriore esempio dell’arroganza di certi imprenditori, assistiti dall’Anis”.

Il sindacato fa infine sapere che ha immediatamente aperto le procedure per garantire ai dipendenti licenziati ( 5 sammarinesi e 4 frontalieri)la mobilità per i residenti e la Cassa Integrazione per i non residenti. “Ora, evidentemente, – conclude la Federindustria – serve l’impegno di tutte le parti affinché venga assicurata alle lavoratrici e ai lavoratori licenziati una rapida ricollocazione, coerente con i livelli di professionalità acquisiti”.