Lacrime di coccodrillo

8 Luglio 2009

L’Anis accusa: “I blocchi sono costati 3 milioni di euro”. Il vice segretario CDLS, Luca Montanari: “Lacrime di coccodrillo”.

San Marino, 22 luglio 2005

Il segretario dell’Anis continua ad accusare il sindacato: “I blocchi sono costati 3 milioni di euro”. Pronta le replica di Luca Montanari, vice segretario CDLS:”Sono lacrime di coccodrillo”.

In una intervista apparsa venerdì 22 luglio sul Resto del Carlino, il segretario Anis, Carlo Giorgi, rinnova la polemica sugli scioperi contrattuali e accusa il sindacato di aver danneggiato l’economia sammarinese: “I blocchi alle imprese sono costati 3 milioni di euro”.

Ecco la replica del vice segretario CDLS, Luca Montanari.

Lacrime di coccodrillo. Non ci sono altre parole per definire la strategia del lamento che l’Anis hanno messo in campo subito dopo la firma del contratto, con il segretario dell’Associazioni Industriali che è arrivato addirittura a quantificare in 3 milioni di euro il prezzo pagato dalle imprese agli scioperi e ai blocchi dei lavoratori. Un tentativo davvero strambo di addossare tutte le colpe della conflittualità sulle spalle di un sindacato arrogante e ottuso.
Quasi che gli scioperi fossero un capriccio di pochi irresponsabili e non l’effetto di una causa precisa, ovvero l’assoluta indisponibilità dell’Associazione Industriali a trovare insieme soluzioni per arginare il dilagante fenomeno della precarietà. Al tavolo della trattativa il sindacato non ha mai negato l’esigenza di flessibilità avanzato dalle imprese, ha posto semmai il problema di governare e regolare questa necessità. Ma per mesi la risposta dell’Anis è stata sempre e comunque un netto rifiuto al confronto. Una linea fatta di diktat e provocazioni, come il licenziamento di due delegati sindacali.
Una continua strategia al rialzo sulle ore di flessibilità obbligatoria e la cancellazione delle festività, il tutto accompagnato dalla pretesa di cancellare dal tavolo contrattuale il nodo dei diritti per spostarlo su quello della riforma del lavoro.
Gli scioperi sono stati figli di questo clima e di precise scelte negoziali portate avanti dall’Associazione Industriali.
Lacrime di coccodrillo, appunto. Troppo facile e ipocrita addossare solo al sindacato il prezzo della conflittualità: i vertici dell’Anis non sono certo incolpevoli di fronte a quei 3 milioni di euro pagati dalle aziende. La vertenza contrattuale non è stata una storia di vittime e carnefici. Da giorni il segretario e il presidente dell’Anis stanno cercando di fare passare la cosiddetta tesi degli ostaggi: abbiamo firmato il contratto sotto ricatto, ci siamo piegati di fronte alle violenze del sindacato.
Possibile? Qualsiasi persona di buon senso sotto ricatto non avrebbe firmato un bel nulla e i violenti li avrebbe denunciati. Invece i vertici dell’Anis hanno fatto l’esatto contrario, salvo, il giorno dopo, vestire i panni delle vittime e inventarsi un finto carnefice.
Siamo all’assurdo. Al caricaturale.
La vera crisi che ha di fronte il nostro sistema economico, considerando che gli indicatori della Segreteria Industria ci dicono che nel 2004 e nei primi mesi del 2005 le imprese sono cresciute ed è aumentata l’occupazione, è in realtà la qualità piuttosto misera delle relazioni industriali, oramai ridotta al giochino dei buoni (gli industriali) e cattivi (i sindacalisti).
Lo stesso recente appello del segretario dell’Anis a collaborare per il rilancio dell’economia suona davvero surreale.
Ma come? Prima tenta in tutti i modi di far passare la tesi di un sindacato in mano a un gruppo di violenti, poi con altre associazioni imprenditoriali forma in maniera unilaterale un comitato per regolare (o limitare?) il diritto di sciopero, quindi orchestra neppure tanto velatamente una campagna per la restituzione dello 0,40 sindacale, ed infine candidamente chiede la fine di ogni conflittualità per rilanciare insieme l’economia sammarinese. Ma può essere una cosa seria?

Luca Montanari