La CDLS e la CISL studiano insieme nuovi percorsi formativi. Seminario di due giorni a Cailungo.
San Marino, 7 gennaio 2004
Seminario formativo dedicato ai nuovi bisogni di chi lavora. Il 19 e 20 dicembre 2003 si è svolto l’ultimo incontro per l’èquipe formatori Emilia Romagna e San Marino presso la “Casa accoglienza di San Michele” di Cailungo.
Per San Marino hanno partecipato Nicoletta Canini e Maria Rita Morganti, mentre Antonio Ceccoli, a nome della CDLS, ha fatto gli onori di casa.
Nel ringraziare per la collaborazione che ha contrassegnato il rapporto fra le due realtà, Ceccoli ha rimarcato la necessità di una formazione non a sé stante, ma pensata e articolata per tutti.
Per questo la CDLS, dopo il XII° Congresso di marzo, dovrà definire un progetto complessivo in grado di capire meglio i nuovi “bisogni” dei lavoratori e portarli sul tavolo del confronto e della contrattazione con le controparti.
E’ intervenuto il segretario regionale dell’Emilia Romagna, responsabile della formazione, Giuseppe Cremonesi, il quale ha sottolineato che “solo una formazione pensata e articolata per tutti, dai rappresentanti sindacali in su, potrà permettere di affrontare i problemi di tutti”.
Col suo intervento ha anche fatto intendere la necessità, per il sindacato, di affrontare le problematiche in un modo nuovo, andando incontro alle esigenze dei lavoratori.
Altri argomenti affrontati sono stati il “mercato del lavoro” e, nello specifico, la legge Biagi e le modalità formative.
Sul mercato del lavoro è intervenuto l’esperto Giuseppe Drei responsabile dell’area “qualità sociale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” dell’Emilia Romagna e i temi affrontati sono stati: flessibilità del mercato del lavoro; impegno del sindacato per individuare i nuovi bisogni; quali proposte per una formazione più attenta alle nuove richieste.
Per quanto concerne le modalità formative è infine intervenuto lo storico Ivo Ulisse Camerini, responsabile dell’archivio nazionale della CISL. Camerini ha indicato, come uno dei principali strumenti formativi delle nuove generazioni, l’utilizzo dell’audiovisivo. La memoria storica, i valori fondamentali dell’organizzazione non vanno dimenticati o trascurati, dunque si può mostrare la storia sindacale per immagini, documenti, filmati, interviste. E anche questo è una scommessa per il futuro sindacale.