| Sintesi dell’intervento dell’esperto Raffaele Bruni alla conferenza della CDLS. Riflessioni e proposte.
San Marino, 28 ottobre 2004 “Il fattore tempo è determinate per la tenuta del sistema previdenziale sammarinese. Entro il 2015 il rapporto tra contributi e pensioni rischia infatti di scendere a uno a tre”. Così Raffaele Bruni, esperto in materia previdenziale, mette in guardia sulla tenuta del sistema. Bruni è relatore della conferenza promossa dalla CDLS sul futuro previdenziale. Ecco la sintesi del suo intervento. Al di là del catastrofismo, ci sono alcune tendenze di fondo che sono destinate a incidere sui conti previdenziali sammarinesi, tendenze che sono del resto generalizzate in tutta Europa. A questi dati demografici va aggiunto il fatto che sempre più persone si presentano al pensionamento con storie contributive complete. E l’effetto di questo cambiamento si registra soprattutto nell’esame della dinamica delle entrate contributive rispetto alle uscite per pensioni: mentre la crescita della contribuzioni si è stabilizzata attorno a un 3% annuo, quella delle uscite si muove invece attorno a un 12% all’anno. Se queste tendenze verranno confermate, il divario è destinato ad esplodere nei prossimi anni. Nel 2015 il rapporto tra contributi di lavoratori-aziende e pensioni potrebbe così scendere a uno a tre. Se i dati in prospettiva sono preoccupanti, la situazione consente ancora di intervenire con margini di manovra ampi. Importante è però il fattore tempo: un continuo rinvio di interventi rischia far precipitare la situazione, costringendo così a manovre pesanti ed obbligate. E’ essenziale però che lo sviluppo di questo nuovo pilastro avvenga sulla base di uno o più strumenti di natura contrattuale e collettiva. Questo non vuol dire che il secondo pilastro debba avere una connotazione pubblica, quanto invece che il ruolo di amministrazione, indirizzo e controllo venga assunto dalle parti sociali. Secondo alcuni calcoli estremamente prudenziali, in 20 anni questo sistema a capitalizzazione collettivo potrebbe accumulare oltre 700 milioni di euro, arrivando a 30nni a pesare più del 50% del PIL di San Marino. Di fronte a queste cifre, è facile capire l’importanza del coinvolgimento delle parti sociali non solo nella fase della contrattazione della contribuzione, ma soprattutto nella fase del controllo della gestione, che ovviamente dovrà essere affidata a grandi operatori finanziari. Questo sistema di controllo è essenziale per garantire che tali risorse vengano gestite con la prudenza necessaria per una garantire una pensione che, a regime, potrebbe arrivare a pesare circa il 20% dell’ultimo stipendio. Il fatto che tali risorse provengano dal risparmio contrattuale deve impegnare anche i rappresentanti nei organi di gestione a perseguire politiche di investimento socialmente responsabili, che in tutta Europa rappresentano la nuova frontiera dell’intervento dei fondi pensione. E’ bene infatti ricordare che gli indici che rappresentano gli investimenti socialmente responsabili (ad esempio quello creato dalla stessa società che gestisce quello della borsa di New York, il Daw Jones) hanno dato in questi anni risultati comparabili, se non superiori, agli indici tradizionali. |
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