Il Consiglio Confederale della CDLS chiede una modifica radicale della bozza di legge del governo.
San Marino, 31 gennaio 2005
Una riforma da modificare radicalmente. Il Consiglio Confederale CDLS ha preso in esame le proposte del governo sulla regolamentazione del mercato del lavoro giudicandole al di sotto dei diritti conquistati nell’ultimo contratto di lavoro.
Dunque ritiene necessaria una modifica radicale della bozza di riforma recentemente presentata, che riparta dai risultati raggiunti a seguito del contratto industria e artigianato del 2002.
Valutando attentamente l’intero articolato, il Confederale della CDLS rimarca, in sostanza, la mancanza di un equilibrio tra le esigenze dell’impresa e i diritti di chi lavora, dal momento che si limita ad allungare il periodo delle assunzioni precarie, senza mai prevedere lo sbocco in un rapporto a tempo indeterminato. Manca inoltre un indirizzo sulle politiche attive con garanzie sia sui tempi lavoro, sia sulla qualità.
Si tratta di una lacuna strutturale dell’impianto legislativo, che fa sorgere un interrogativo di fondo sulla vera volontà del governo di realizzare una riforma del nostro mercato occupazionale, in quanto con la bozza presentata si accontenta di congelare l’esistente a tutto vantaggio delle associazioni imprenditoriali.
A questo proposito, il Consiglio Confederale della CDLS chiede all’esecutivo precise garanzie affinché il confronto continui lungo i binari di un maggiore equilibrio e che la razionalizzazione del mercato del lavoro parta dalla necessità di diminuire la precarietà e di disciplinare l’area grigia dei cosiddetti lavori atipici, assunzioni interinali e consulenze. Con l’obiettivo di dare dignità e sicurezza ai lavoratori.
Il Consiglio Confederale si è anche soffermato sulla problematica delle pensioni, ribadendo le posizioni basate su questi due punti principali: centralità del sistema obbligatorio a ripartizione; completamento del sistema con forme di previdenza complementare di natura contrattuale e collettiva.
Perplessità sono in fine emerse riguardo all’ordine del giorno sulle linee guida della riforma pensioni approvato in Consiglio. In particolare sulla previdenza complementare a capitalizzazione di tipo collettivo, in quanto l’Odg consiliare non precisa la natura contrattuale e sul metodo di calcolo “contributivo”.
Il Consiglio Confederale ha infine dato mandato alla Segreteria di proseguire il confronto su questi temi all’interno degli organismi sindacali, confronto che culminerà con la convocazione entro le prossime settimane di un Attivo Generale dei Quadri unitario, preceduto da una Segreteria CSU.