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Mozione conclusiva 5° Congresso FCS

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Il 5° Congresso della FCS-CDLS, che si è svolto il 10 marzo 2009, presso la sala del Castello di Domagnano, dopo aver sentito la relazione del Segretario uscente Gianluigi Giardinieri, la fa propria. Il Congresso ha inoltre apprezzato il qualificato contributo dei delegati intervenuti, i quali hanno formulato valutazioni, proposte e indicati precisi impegni programmatici. Il Congresso quindi:

ESPRIME
 
Forte preoccupazione per la crisi economica in atto. Negli ultimi mesi infatti, si è registrata un’impennata della cassa integrazione soprattutto nel settore dell’edilizia, in aumento anche il ricorso alla mobilità e il numero dei disoccupati.

RITIENE URGENTE
 
L’approvazione del pacchetto di leggi sulla riforma degli ammortizzatori sociali al fine di estendere le tutele ai settori attualmente scoperti, in particolare nei servizi e negli alberghi e ristoranti.

INDICA
 
Nel sistema bancario e finanziario un settore strategico per l’economia sammarinese, rilevando nel contempo le difficoltà che incontra nei rapporti del sistema creditizio europeo. In tal senso, va seguita con determinazione la strada della trasparenza e dell’affermazione di regole chiare e condivise, per ridare autorevolezza al comparto.

 
 
AUSPICA
 
Una sollecita e positiva soluzione della problematica della classificazione extra UE degli istituti di credito e delle finanziarie, attraverso un ruolo determinato e autorevole della politica coinvolgendo attivamente le forze sociali.

RITIENE INDISPENSABILE
 
La rapida conclusione della difficile vertenza contrattuale del settore bancario, che salvaguardi il patrimonio di professionalità presente e che dia un giusto riconoscimento sul piano economico. Nel contempo rilancia la concertazione e il dialogo come principale strumento volto a risolvere tutti i nodi contrattuali.

INDIVIDUA
 
Nel commercio e nelle attività legate al turismo una peculiarità storica per la nostra Repubblica da salvaguardare e rilanciare. In tal senso, ritiene conclusa la fase di studio e analisi delle problematiche connesse a tali comparti, passando finalmente alla fase attuativa, anche attraverso nuove alleanze fra pubblico e privato, cogliendo inoltre la grande opportunità dell’ingresso di San Marino nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

RITIENE INOLTRE
 
Strategico ripensare il comparto dei servizi, nel senso di puntare sulla qualità delle imprese che investono in servizi ad alto valore aggiunto e in occupazione qualificata, abbandonando la politica della crescita indiscriminata che ha determinato la proliferazione di aziende “scatole vuote”.

 
 
RILEVA
 
La preoccupante crisi che attraversa il settore edile, che sta causando continue riduzioni di personale e anche qualche chiusura aziendale.

INDICA INOLTRE
 
La necessità di ripensare le politiche legate allo sfruttamento del territorio, in quanto bene unico e non riproducibile, con una nuova progettualità che punti sulla riqualificazione urbanistica, su nuove tecnologie di costruzione ecocompatibili e attraverso riorganizzazioni imprenditoriali che privilegino le professionalità presenti sul territorio, la collaborazione fra imprese finalizzata ad un recupero di efficienza e al mantenimento dei livelli occupazionali.

PROPONE
 
Un piano pluriennale di opere pubbliche finalizzate all’ammodernamento infrastrutturale del Paese che possa mitigare nel contempo le difficoltà che gravano sul comparto edile e sull’indotto, privilegiando ove è possibile l’imprenditorialità sammarinese.

RIMARCA
 
La necessità di un progetto chiaro e condiviso sul futuro delle aziende autonome di stato, con particolare riferimento all’Azienda Autonoma di Produzione, che negli ultimi anni è stata soggetta ad un progressivo svuotamento di mansioni operative.

 
 
SOLLECITA
 
Un piano di rilancio dell’AASP e di ammodernamento tecnologico, che tenga conto delle professionalità esistenti, valorizzandole con opportuni interventi formativi, inserendo a pieno titolo la struttura aziendale, con il suo patrimonio di esperienza e professionalità, in un articolato progetto di opere infrastrutturali in sinergia fra pubblico e privato.

DENUNCIA
 
Il calo di attenzione riguardo i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, che troppo spesso vengono posti in secondo piano rispetto alle logiche del profitto. In questo senso vanno riprese le iniziative per affermare una cultura della sicurezza, impegnando il sindacato a formulare proposte concrete e iniziative formative specifiche. Va inoltre riaperto stabilmente il tavolo di confronto fra Governo e parti sociali per monitorare l’applicazione delle norme esistenti e per apportare i necessari aggiornamenti.

DENUNCIA INOLTRE
 
L’aumento del fenomeno della precarizzazione dei rapporti di lavoro. Fenomeno che riguarda soprattutto i lavoratori residenti, per i quali, nonostante le tutele contrattuali ed i vincoli legislativi, si profilano lunghi e ingiustificati periodi di incertezza occupazionale. Resta poi irrisolta l’annosa questione del lavoro nero, che si annida soprattutto nei servizi, nell’edilizia e nel settore turistico, e che va combattuto con strumenti più efficaci e moderni.

EVIDENZIA
 
L’urgenza di completare la riforma pensionistica con l’introduzione della previdenza complementare (secondo pilastro) mediante fondi pensionistici collettivi di natura contrattuale. Si tratta di un doveroso atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani, che rischiano nei prossimi decenni di non vedersi riconosciuto il diritto ad una pensione dignitosa. Evidenzia inoltre la necessità di mettere in cantiere una riforma fiscale che assicuri, attraverso l’accertamento reale dei redditi, un’equa imposizione fiscale tra il lavoro dipendente e quello autonomo.

 
SOTTOLINEA
 
La necessità di porre al centro delle politiche economiche del Paese la questione giovani. In tal senso vanno promosse scelte indirizzate alla qualificazione dell’offerta occupazionale per renderla in sintonia con l’alto livello di scolarità delle nuove generazioni. Diventa quindi strategica la formazione post diploma e post laurea, favorendo esperienze formative all’estero e anche attraverso l’introduzione dell’obbligo formativo da parte delle imprese che si insediano in Repubblica. Va inoltre incentivato il collegamento fra scuola e mondo del lavoro anche per far crescere il valore e la cultura del fare impresa.

AFFERMA
 
L’importanza della democrazia economica quale strumento per aprire una nuova stagione di partecipazione dei lavoratori nelle scelte aziendali, e per delineare la responsabilità sociale delle imprese in termini di sostenibilità ambientale, di etica negli investimenti e di equa distribuzione di redditi e servizi ai cittadini.


RIMARCA
 
La significativa crescita della Federazione in termine di iscritti e la forza contrattuale dimostrata in occasione degli ultimi rinnovi contrattuali (commercio, edilizia, servizi, bar alberghi ristoranti) che hanno permesso di salvaguardare ampiamente il potere di acquisto delle retribuzioni.

INVITA INFINE
 
Il Governo ad accelerare la positiva chiusura dell’accordo di cooperazione economica con lo Stato italiano per risolvere la questione della doppia tassazione per i lavoratori frontalieri attraverso un trattamento fiscale più equo, superando anche l’attuale precarietà normativa.

Domagnano, 10 marzo 2009