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Maratona contrattuale

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Dopo 13 ore di negoziato, il confronto sul contratto industria prosegue anche nella giornata di giovedì 7 luglio. Il governo ha presentato un nuovo documento.

San Marino, 7 luglio 2005

Si è chiuso attorno alla mezzanotte di mercoledì 6 luglio il secondo giorno di trattativa sul contratto industria. E dopo 13 ore di discussione, nella mattinata di giovedì 7 luglio si ritorna a trattare.

Durante la maratona di negoziale di mercoledì, governo, sindacati e imprese hanno esaminato tutti i principali temi del contratto: assunzioni a termine, interinali, stabilizzazione dei frontalieri, flessibilità obbligatoria, orari, interventi a sostegno alla famiglia e aumenti retributivi.

Al termine del lungo faccia a faccia, il governo ha presentato un ennesimo documento di sintesi e ha riconvocato le parti per le 10.30 di giovedì 7 luglio.

Si tratta a oltranza dunque. E al tavolo tripartito la Federazione Industria della CSU presenterà una serie di osservazione scritte.
“Per sbloccare questa interminabile trattativa – affermano i segretari FLI-CSU, Enzo Merlini e Giorgio Felici – è indispensabile tradurre l’impegno anti-precarietà in regole chiare e precise”.

Non è affatto piaciuto al sindacato il continuo tentativo dell’Anis di alzare la posta con proposte come l’aumento delle ore di flessibilità obbligatoria (da 20 a 70) e come quella dell’allargamento delle assunzioni a termine e interinali anche al fisiologico 5% annuo di assenteismo dovuto a malattie e permessi.
Proposta che, secondo il sindacato, allargherebbe a dismisura l’area dell’insicurezza nel mondo del lavoro.

Sul fronte economico non ci sono per il momento proposte ufficiali. Circolano cifre ufficiose attorno ad aumenti del 2.3-2.4%. Ma la Federazione Industria le considera insufficienti, anche perché queste percentuali non sono accompagnate da un aumento degli scatti di anzianità.

E oltre che al tavolo negoziale, il braccio di ferro contrattuale continua anche davanti alle fabbriche. La FLI-CSU torna a ripetere che “in questo momento così cruciale della trattativa, la partecipazione dei lavoratori ai presidi davanti alle fabbriche continua ad essere molto numerosa. Questo segnale di compattezza e di forza ci auguriamo possa determinare in tempi brevi una svolta positiva al tavolo negoziale”.

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